Studente di Medicina della Kore dona il midollo osseo per salvare un bambino

 C’è un filo invisibile che in questi giorni unisce le aule dell’Università Kore di Enna alle speranze di un bambino brasiliano di soli due anni. È il filo della vita, teso con coraggio da Giorgio, uno studente di Medicina al terzo anno presso l’ateneo ennese. Il giovane, originario di Ragusa ma ennese d’adozione per il suo percorso di studi, ha compiuto un gesto che va ben oltre il dovere accademico: ha donato il proprio midollo osseo per salvare un piccolo paziente.

Il rapporto con il piccolo paziente

Tutto è iniziato durante un tirocinio ospedaliero, dove Giorgio ha incrociato lo sguardo del bambino, affetto da una grave forma di leucemia. Saputo che non esisteva compatibilità tra i familiari, il giovane non è rimasto indifferente. Già donatore Avis e iscritto al registro per la donazione degli organi, Giorgio ha scelto di compiere il passo più grande, mettendosi a disposizione per il trapianto di midollo.

A casa in convalescenza

Quando è arrivata la notizia della compatibilità, non ha avuto dubbi. Il “sì” è stato immediato, nonostante la consapevolezza che la procedura richieda una preparazione fisica e psicologica non indifferente, affrontando dolore e un recupero impegnativo. Oggi Giorgio è a casa, ancora alle prese con la convalescenza, ma senza alcun rimpianto e con la gioia di aver dato una possibilità di sopravvivenza a una creatura indifesa

Dall’Università Kore giunge un coro di profondo orgoglio: il gesto di Giorgio viene descritto come una lezione di civiltà, etica e speranza che onora l’intero ateneo. In un’epoca di incertezze, questo futuro medico ci ricorda che esiste una generazione capace di sacrificarsi per il bene comune, trasformando lo studio della medicina in una missione di pura umanità