La corsa a sindaco di Enna: De Rose e Crisafulli se la giocano a colpi di passeggiate

C’è qualcosa di vagamente paradossale in questa campagna elettorale ennese. Ezio De Rose e Mirello Crisafulli, i due principali contendenti alla poltrona di Maurizio Dipietro, hanno entrambi deciso che il mezzo migliore per conquistare Enna sia andare a piedi. Quartiere per quartiere, piazza per piazza, contrada per contrada. Una scelta romantica, certo. Ma anche rivelatrice.

Perché se c’è una cosa su cui i due candidati concordano è che salire su un autobus a Enna sia un’impresa sconsigliabile. E così, mentre i loro programmi promettono navette, parcheggi scambiatori e ZTL progressive, loro girano la città rigorosamente a piedi: sarà, forse, per ribadire il concetto di mobilità dolce contro quella aggressiva ed inquinante del mezzo privato.

Il centrodestra cammina verso Fundrisi (e non solo)

Ezio De Rose, alfiere del centrodestra, ha trasformato la passeggiata urbana in autentico marchio di fabbrica. Primo maggio al centro storico, e già fissato per il 5 maggio l’appuntamento nel quartiere Fundrisi, alle diciotto in punto a Piazza San Sebastiano. «Voglio sentire la voce di chi vive Fundrisi ogni giorno», ha dichiarato il candidato. «La buona politica non si fa solo nelle sedi istituzionali, ma camminando per le strade della città, entrando nelle botteghe e ascoltando le storie delle persone.»

Il trasporto pubblico che collega Enna Alta, Enna Bassa e Pergusa è, per usare un eufemismo, perfettibile. De Rose come Crisafilli lo sono bene. L’esponente del Centrodestra nel suo programma ha inserito la proposta di una navetta «Kore-Centro» h24 tra Enna Bassa e il Palazzo delle Benedettine, da parte sua l’ex senatore ha annunciato di voler legare questi 3 pezzi di città.

Il centrosinistra risponde da Pergusa

Dall’altra parte, Mirello Crisafulli sceglie le rive del lago per il suo appuntamento con gli elettori. La festa del “Signuruzzu du Lacu” è il palcoscenico, Pergusa è il tema. L’ex senatore — che conosce queste strade da decenni — si muove con la disinvoltura di chi sa che il consenso, in certi quartieri, si costruisce anche con la presenza fisica, con la stretta di mano, con l’ascolto paziente sotto il sole di maggio.

Il villaggio lacustre, cresciuto fino a sfiorare per estensione l’area urbanizzata di Enna Alta, è diventato nel racconto del candidato di centrosinistra una periferia che chiede riscatto — con 2.500 nuove costruzioni nelle contrade circostanti e cittadini che segnalano strade abbandonate e problemi idrici.

«Questo è inaccettabile», ha tagliato corto Crisafulli. «Il primo dovere è garantire i servizi essenziali.» Parole nette, che sanno di campagna elettorale ma anche di diagnosi urbanistica non troppo lontana dalla realtà. E poi la proposta che guarda più lontano: sollecitare la Regione per la ripresa degli scavi alla Villa Romana Gerace. «È un sito formidabile alla stregua della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, dalla quale dista 15 chilometri circa», ha annunciato. Un’intuizione che, se tradotta in fatti, potrebbe cambiare il profilo turistico dell’intera area.

Enna attende a piedi

Alla fine, ciò che accomuna i due candidati è più di quanto li divida, almeno sul piano del metodo. Entrambi credono nel contatto diretto. Entrambi riconoscono che Enna Alta, Enna Bassa e Pergusa sono tre mondi che faticano a parlarsi, tenuti insieme da strade tortuose e da un trasporto pubblico che non riesce a cucire il tessuto urbano. Entrambi promettono di rimediare. Nel frattempo, loro girano a piedi. Ed è difficile dar loro torto: in una città dove l’autobus è un miraggio, le gambe restano il mezzo più affidabile. Almeno fino al voto.