Assostampa: “Dall’Asp informazione istituzionale senza giornalisti”, segnalazione alla Regione

L’invio sistematico di note stampa da parte dell’ASP di Enna è finito al centro di una dura contestazione da parte dell’Associazione Siciliana della Stampa (Assostampa) e del Gruppo Uffici Stampa (GUS) Sicilia. L’azienda sanitaria è accusata di diffondere comunicazioni istituzionali pur essendo priva di una figura giornalistica regolarmente contrattualizzata, pratica definita dal sindacato come una «palese e inaccettabile violazione delle norme vigenti in materia di informazione pubblica».

La legge

La denuncia si fonda sulla legge 150 del 2000, la quale stabilisce che l’attività d’informazione negli enti pubblici debba essere affidata esclusivamente a iscritti all’Ordine. Assostampa sottolinea come tale requisito sia essenziale «a garanzia della trasparenza, della veridicità e del rispetto del codice deontologico della professione», specialmente in un ambito delicato come quello della salute pubblica. Viene inoltre ricordato che il CCNL del comparto Sanità prevede oggi il profilo specifico dello “Specialista nei rapporti con i media” per la gestione dei flussi informativi.

Secondo quanto riportato dalle sigle sindacali, nonostante i tentativi di dialogo con la Direzione Generale dell’ASP di Enna, l’ente avrebbe continuato a diffondere note prive di firma professionale. Tale condotta ha spinto i rappresentanti della categoria a inoltrare una segnalazione all’Ordine dei Giornalisti per «esercizio abusivo della professione».

I casi di Caltanissetta e Catania, appello all’assessore Caruso

Il caso di Enna viene inserito in un contesto regionale di «gestione anomala» che coinvolgerebbe anche altre aziende, come le ASP di Caltanissetta e Catania, delineando uno scenario di «diffusa anarchia». Per queste ragioni, Assostampa si è rivolta al neo assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, chiedendo un intervento immediato per ripristinare la legalità

«Informazione e comunicazione rappresentano la chiave per l’adeguato orientamento e il corretto accesso degli utenti ai servizi sanitari», afferma il sindacato, auspicando che l’assessorato sproni le aziende a indire regolari procedure di reclutamento. L’obiettivo dichiarato resta la tutela del diritto dei cittadini a ricevere un’«informazione professionale».