Pergusa sotto la lente dei ricercatori: l’alga che svela la salute del lago

Per capire davvero lo stato di salute del lago di Pergusa non basta osservare il livello delle acque o il loro colore. La risposta, spiegano i ricercatori, è nascosta negli organismi che popolano l’ecosistema lacustre e che fanno dello specchio d’acqua ennese uno dei più importanti laboratori naturali del Mediterraneo.

È da qui che prende forma il progetto internazionale “Biodiversa+ ProPartS”, avviato nella primavera del 2023 e destinato a concludersi il prossimo autunno, che vede impegnati studiosi italiani, spagnoli, tedeschi e austriaci nello studio della Chara canescens, una rara alga carofita tipica delle acque salmastre e presente anche nel lago di Pergusa.

L’alga che racconta la salute del lago

La ricerca punta a comprendere la diversità genetica di questo microorganismo vegetale e il suo ruolo nella conservazione dell’ecosistema. La Chara canescens, infatti, contribuisce alla produzione di ossigeno e biomassa, incidendo direttamente sul ciclo dei nutrienti e sull’equilibrio biologico del lago.

“Si tratta di una presenza importante per comprendere l’evoluzione dell’ecosistema lacustre – spiega Antonio Aveni, responsabile della riserva di Pergusa – la cui esistenza nel lago è documentata già dal 1905”. Secondo gli studiosi, l’alga rappresenta una sorta di indicatore naturale della biodiversità e della vitalità delle acque.

Lo studio, condotto per l’Italia anche dal Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, ha evidenziato come la popolazione attualmente presente a Pergusa sia composta esclusivamente da individui femminili, con una riproduzione che avviene per partenogenesi.

I cambiamenti climatici e le sfide future

Nonostante le profonde trasformazioni subite dal lago negli ultimi anni, tra cambiamenti climatici, urbanizzazione e immissione di acqua dolce, la presenza della Chara canescens viene considerata un segnale positivo dai ricercatori.

Il monitoraggio proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di verificare l’eventuale evoluzione verso una popolazione sessuata, con presenza sia maschile che femminile, considerata il massimo livello evolutivo della specie.

I risultati finali della ricerca saranno presentati in due convegni internazionali in programma a Rostock, in Germania, e successivamente a Vienna. Agli appuntamenti scientifici parteciperà anche il Libero Consorzio Comunale di Enna, ente gestore della riserva di Pergusa insieme a Rocca di Cerere Geopark.