Giunta di Enna senza paracadute: 4 assessori lasciano l’aula, “in squadra per tutto il mandato”

Quattro su cinque. Sono già quattro gli assessori della giunta Crisafulli ad aver formalizzato le dimissioni dalla carica di consiglieri comunali: Giuseppe Trovato (Bilancio, Patrimonio e Politiche sportive), Leandro Lombardo (Ambiente, Territorio e Contrade), Katia Randazzo (Cultura, Eventi e Servizi pubblici locali) e Marilisa Milano (Turismo, Commercio e Terzo settore). L’unica a non aver ancora compiuto il passo è Tiziana Arena, titolare delle deleghe all’Urbanistica, ai Lavori pubblici e al Fua.

Senza paracadute

Una scelta che ha alimentato più di un malumore nel palazzo. Rinunciare al seggio in aula non è un dettaglio formale: significa privarsi dell’unica rete di sicurezza istituzionale. Un assessore rimosso o costretto a lasciare l’esecutivo prima della scadenza naturale resterebbe fuori da qualsiasi ruolo, senza possibilità di rientrare in Consiglio. Per diversi osservatori della politica ennese si tratta di una consegna totale nelle mani del sindaco: nessun margine di autonomia, nessun paracadute.

Lo scenario del 2027

A questo quadro si aggiungono le variabili che rendono la stabilità della giunta tutt’altro che scontata. La vicesindaca Stefania Marino nel 2027 sarà impegnata nella campagna per le Politiche, puntando a un secondo mandato parlamentare: la sua uscita anticipata dall’esecutivo è considerata pressoché certa ed il suo posto andrebbe Lillo Colaleo, attuale assessore alla  Programmazione, al Personale e all’Azione Amministrativa. Sulla stessa Arena circolano voci di un possibile avvicendamento ma lo si vedrà più avanti.

Il patto: mandato di 5 anni

Crisafulli, nel corso di una recente assemblea del Partito Democratico, ha assicurato che la squadra completerà l’intero mandato quinquennale. In politica, però, le cose possono cambiare ma restano le parole del Barone rosso che suonano come risposta alle pressioni interne ed al chiacchiericcio esterno teso a destabilizzare.

Dal canto suo, una fonte della maggioranza difende la scelta di non toccare la composizione dell’esecutivo con un argomento di carattere tecnico: “Cambiare assessori in corsa è controproducente: un nuovo assessore impiega almeno un anno per capire i meccanismi del Comune, per cui bisognerebbe tutte le volte ricominciare daccapo”. Un ragionamento che può valere in entrambe le direzioni: argomento di stabilità, ma anche ammissione implicita che eventuali cambi — se dovessero arrivare — avrebbero un costo amministrativo reale.