Il caso delle indennità, Trovato: “Marino non la percepirà, 6 assessori le avranno dimezzate”

Numeri falsi, malafede e frustrazione post-elettorale. Giuseppe Trovato, assessore al Bilancio della giunta Crisafulli, l’uomo dei conti, non usa mezzi termini per rispondere alle polemiche esplose in città sull’adeguamento delle indennità degli amministratori comunali. E i toni della sua nota, diretti e per tratti tagliente, rispecchiano l’irritazione di una giunta che si sente bersaglio di una polemica costruita ad arte.

La vicesindaco Marino non percepirà l’indennità

Il primo dato che Trovato mette sul tavolo riguarda il vicesindaco Stefania Marino: «Non percepirà alcuna indennità». La ragione è semplice: Marino è deputata nazionale e la legge le impedisce di cumulare i due emolumenti. Ha scelto di mantenere il compenso parlamentare. Sei assessori su otto, inoltre, percepiranno l’indennità dimezzata: sono quelli che non hanno lasciato il proprio lavoro da dipendenti e che, per espressa previsione normativa, non possono accedere all’importo pieno.

Indennità piena per Milano e Colaleo

Gli unici due componenti di giunta che incasseranno l’indennità intera sono Marilisa Milano, che svolge attività autonoma, e Lillo Colaleo, dipendente che ha scelto di mettersi in aspettativa. «Chi non tiene conto di queste circostanze — scrive Trovato — è in palese malafede».

La variazione di bilancio

Sul fronte dei costi, l’assessore quantifica in 43.700 euro la variazione di bilancio approvata per il 2026, aggiungendo una promessa precisa: «Qualora ci dovessimo rendere conto che la Regione non rimborserà parte dell’incremento, interverremo un attimo dopo per non gravare di un solo euro sulle casse comunali».

Risorse destinate solo per le indennità

Ed è proprio sul meccanismo di finanziamento che si gioca la partita più interessante. Trovato spiega che l’adeguamento è coperto da un fondo regionale vincolato esclusivamente a questo capitolo di spesa. Tradotto: quelle risorse non avrebbero mai potuto essere dirottate su strade, scuole o politiche sociali. Se Enna avesse rinunciato all’adeguamento, il denaro sarebbe semplicemente confluito negli adeguamenti degli altri comuni — Caltanissetta, Ragusa, Trapani — che hanno già provveduto. Tutti i 108 comuni capoluogo d’Italia, ricorda l’assessore, hanno seguito questo percorso negli ultimi tre anni, «di ogni colore politico».

La chiusura della nota è un avvertimento a viso aperto verso chi, secondo Trovato, ha alimentato la polemica con secondi fini: «Qualche altro fingerà di non capire e/o continuerà a rimestare nel torbido, come del resto aveva già fatto in campagna elettorale. Purtroppo per lui dovrà attrezzarsi di pazienza: la rivincita è prevista fra 5 anni».