Carceri, Movimento Forense: “Urgenti misure dopo i fatti di Enna”

La rivolta avvenuta il 4 luglio scorso nel carcere di Enna ripropone, secondo il Movimento Forense, il tema delle criticità del sistema penitenziario italiano. La presidente nazionale del Movimento Forense, Elisa Demma, e la coordinatrice siciliana del Dipartimento Carceri, Eliana Maccarone, esprimono “forte preoccupazione” per le condizioni in cui versano numerosi istituti di pena, in Sicilia e nel resto del Paese.

Le richieste al legislatore

Secondo il Movimento Forense, quanto accaduto nell’istituto ennese “non è un evento isolato”, ma il segnale di una sofferenza strutturale che richiede interventi immediati da parte della politica e del legislatore. L’associazione richiama la necessità di affrontare il sovraffollamento carcerario attraverso misure di deflazione della popolazione detenuta e una riforma che renda più agevole l’accesso alle misure alternative alla detenzione.

Interventi su strutture e personale

Tra le proposte avanzate figurano anche la riqualificazione degli istituti penitenziari, un piano straordinario di assunzioni per la Polizia penitenziaria, educatori e personale sanitario e iniziative per favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti, sia attraverso il lavoro interno sia mediante percorsi di assunzione all’esterno dopo un’adeguata formazione. Il Movimento Forense annuncia infine che continuerà a monitorare le condizioni degli istituti di pena, sollecitando una riforma del sistema penitenziario ispirata ai principi costituzionali di umanità e alla finalità rieducativa della pena.