Rsa di Pietraperzia a rischio, Cgil: “Subito un tavolo prefettizio per salvare lavoratori e ospiti
Pietraperzia - 26/07/2026
La Cgil Funzione Pubblica di Enna chiede l’apertura di un tavolo prefettizio per affrontare la vertenza della RSA “Flavia Martinez” di Pietraperzia, dopo l’avvio della procedura di riduzione del personale comunicata dalla società Villa Lisa di Misterbianco, che gestisce la struttura in regime di appalto-proroga. La richiesta è contenuta in una nota inviata al prefetto di Enna, Ignazio Portelli, e trasmessa anche all’Ispettorato territoriale del Lavoro, all’Asp di Enna, alla società Villa Lisa e, per conoscenza, al sindaco di Pietraperzia.
La richiesta della Cgil
Il segretario provinciale della Funzione Pubblica della Cgil, Alfredo Schilirò, ricorda che il confronto sindacale dello scorso 30 giugno con la società non ha prodotto risultati. Per questo il sindacato sollecita la convocazione di un tavolo istituzionale con la partecipazione dell’amministratore del Gruppo Samed, del direttore generale dell’Asp di Enna e del direttore dell’Ispettorato territoriale del Lavoro. «L’obiettivo – afferma Schilirò – è evitare il licenziamento del personale della RSA Flavia Martinez e individuare una soluzione condivisa alla vertenza».
Le preoccupazioni per gli anziani
A intervenire è anche il segretario provinciale dello Spi Cgil, Roberto Di Vincenzo, che richiama l’attenzione sulle conseguenze che un eventuale ridimensionamento o la chiusura della struttura potrebbero avere sugli ospiti. La RSA ospita infatti una quarantina di anziani provenienti da Pietraperzia, Barrafranca, Piazza Armerina e Aidone. Secondo il sindacato, il loro trasferimento in altre strutture potrebbe provocare disagi non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche sotto il profilo psicologico, trattandosi di persone fragili che hanno trovato nella struttura un ambiente di assistenza stabile.
Il timore della chiusura
Lo Spi Cgil esprime inoltre preoccupazione per l’ipotesi di una chiusura della RSA, anche se temporanea, ritenendola inaccettabile. Per il sindacato, la chiusura lascerebbe priva di un presidio socio-assistenziale l’intera area sud della provincia di Enna, costringendo gli anziani e le loro famiglie a spostamenti più lunghi verso altre strutture, con ulteriori costi e difficoltà legate alle condizioni della viabilità provinciale. Alla tutela degli ospiti si aggiunge quella dei lavoratori, il cui futuro occupazionale resta al centro della vertenza.