Enna, 3 intitolazioni fuori legge, il prefetto diffida il Comune: “Rimuovere la segnaletica”
Enna-Cronaca - 28/07/2026
Tre nomi già scolpiti sulla segnaletica ma per la legge non esistono ancora. Il Prefetto Portelli ha diffidato il Comune di Enna sulle intitolazioni di Piazza Antonio e Alessandro Scelfo, Piazza Pompeo Colajanni (Comandante Barbato) e Via Ing. Alessandro Scelfo: cerimonie già celebrate, targhe già installate, ma senza l’autorizzazione che la legge impone.
Le ordinanze
La giunta comunale aveva approvato le tre proposte con le delibere protocollate il 22 luglio ma le manifestazioni pubbliche si sono però già svolte e la Prefettura lo sottolinea con un dettaglio che pesa: di essere venuta a conoscenza della cosa non da una comunicazione del Comune, ma “dagli organi di informazione”.
Il rimprovero
Il rimprovero, nella lettera, è netto fin dalle prime righe: Portelli scrive di non aver mai pensato di dover inoltrare una nota simile, “che dimostra ancora quanta arretratezza vi può essere in una struttura pubblica”. E affonda: “contrariamente a quanto si possa pensare presso codesta Amministrazione comunale”, la materia resta disciplinata dalla legge del 1927 (l. 1188/1927), che vieta di intitolare vie e piazze senza il via libera del prefetto, sentita la deputazione di storia patria, e a persone morte da meno di dieci anni, salvo deroga del Ministero dell’Interno.
“Intitolazioni senza valore legale”
Il decreto prefettizio, ricorda la nota, è “elemento costitutivo della fattispecie” e “non può intervenire a sanatoria”: le tre intitolazioni “allo stato attuale non hanno alcun valore legale” e gli uffici pubblici “non devono tenerne conto”.
L’esempio di Colajanni
C’è spazio anche per un passaggio quasi paradossale, quando il Prefetto ricorda come il rispetto della legalità fosse “così fortemente difeso dalle battaglie di Pompeo Colajanni, che incitava soprattutto i giovani al rispetto della legalità quale elemento essenziale della lotta al fascismo” – proprio la figura a cui, senza autorizzazione, è stata intitolata una delle tre piazze. Le scelte dell’amministrazione, chiosa la nota, “generano in questo modo solo confusione nelle attività e fastidi ai cittadini”.
Rimuovere la segnaletica
Da qui la diffida vera e propria: il Comune è invitato “a sospendere, ai fini della certezza giuridica, ogni ulteriore attività correlata e a rimuovere immediatamente la segnaletica relativa”, perché “non può essere tollerabile un tale sprezzo alle leggi di questa Repubblica”. E l’avvertimento finale non lascia margini: “non procedere equivale a reiterazione” della violazione, “e va soggetta dunque alle relative conseguenze”.Restano infine due nodi aperti nell’iter autorizzativo, ammette la stessa Prefettura: per una delle tre richieste c’è “un parere parzialmente contrario della Soprintendenza”; per un’altra manca ancora “il requisito degli almeno dieci anni dalla morte”.