Il caso intitolazioni, ED e Prima Enna difendono Crisafulli: “Il Comune ha agito nella legalità”

«Il Comune di Enna ha sempre agito nella legalità e non ha mai avuto bisogno di lezioni in tal senso da chicchessia». È la replica con cui i gruppi consiliari di maggioranza Enna Democratica e Prima Enna entrano nel caso delle intitolazioni delle tre vie, dopo la diffida della Prefettura che ha imposto al Comune la rimozione della segnaletica installata senza il nulla osta prefettizio.

La replica all’opposizione

Una controffensiva politica e giuridica che arriva dopo gli interventi delle opposizioni, dell’assessore regionale Francesco Colianni e della deputata di Fratelli d’Italia Eliana Longi, tutti critici nei confronti dell’operato dell’amministrazione Crisafulli. Nella lunga nota, i due gruppi ricostruiscono l’intera vicenda sotto il profilo normativo e amministrativo, sostenendo che il Comune abbia operato nel pieno rispetto delle procedure e contestando le accuse rivolte al sindaco e alla Giunta.

“Accuse affrettate e destituite di fondamento”

La presa di posizione della maggioranza respinge fin dalle prime righe le contestazioni mosse negli ultimi giorni, definite il frutto di “scontate e velenose strumentalizzazioni” che avrebbero trasformato una vicenda amministrativa in uno scontro politico. Secondo Enna Democratica e Prima Enna, le accuse rivolte al sindaco e all’amministrazione appaiono quanto meno affrettate e destituite di fondamento, ribadendo che il Comune ha sempre agito nella legalità”.

I gruppi consiliari precisano inoltre che, ricevuta la comunicazione della Prefettura, l’Amministrazione comunale ha ritenuto di adempiere doverosamente a quanto intimato da Sua Eccellenza il Prefetto, confermando come il rispetto delle Leggi e il sereno confronto con le altre Istituzioni siano sempre stati considerati pilastri dell’attività amministrativa.”

A sostegno di questa tesi ricordano anche che, se davvero il Comune avesse voluto procedere arbitrariamente, non avrebbe invitato formalmente il Prefetto alla cerimonia di apposizione delle targhe, invito che invece sarebbe stato trasmesso sia tramite PEC istituzionale sia con consegna manuale.

La ricostruzione giuridica della vicenda

Secondo i gruppi di maggioranza, nel caso delle intitolazioni non si sarebbe trattato di nuove denominazioni, bensì della modifica di toponimi già esistenti, fattispecie disciplinata dal Regio Decreto Legge n. 1158 del 1923, distinta da quella prevista dalla legge n. 1188 del 1927.

A sostegno della loro ricostruzione vengono richiamate anche la Circolare n. 82/2023 del Ministero dell’Interno e alcune pronunce del Consiglio di Stato, secondo cui il procedimento si articolerebbe in due fasi: una di competenza del Comune, attraverso la deliberazione della Giunta, e una successiva costituita dal nullaosta prefettizio.

Per la maggioranza, il Comune avrebbe seguito correttamente questa sequenza amministrativa, approvando la proposta nella Commissione competente, deliberando in Giunta e trasmettendo gli atti alla Prefettura.

Da qui la conclusione: È dunque evidente che l’Amministrazione comunale non abbia inteso sottrarsi alle procedure previste dalla legge, né tantomeno agire in spregio alle regole.”

La cerimonia del 25 luglio e il valore commemorativo

Uno dei passaggi centrali della replica riguarda il significato della cerimonia del 25 luglio. Secondo Enna Democratica e Prima Enna, l’iniziativa dedicata al comandante Barbato non avrebbe avuto alcun effetto amministrativo immediato.

Nella nota si legge infatti che “Le cerimonie del 25 luglio, segnatamente quella riguardante il Comandante Barbato, hanno avuto valore strettamente storico e commemorativo, intendendosi celebrare Pompeo Colajanni nella data in cui il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini, senza alcuna immediata refluenza di natura amministrativa.”

La scelta della data, spiegano ancora i gruppi consiliari, aveva dunque “un preciso significato storico e simbolico e non era finalizzata ad anticipare o sostituire il perfezionamento dell’iter amministrativo.” Si sarebbe trattato esclusivamente di un momento di memoria pubblica dedicato alle figure commemorate.

“Nessun effetto giuridico senza il completamento dell’iter”

La maggioranza evidenzia inoltre che il procedimento amministrativo non è ancora concluso. Viene infatti ricordato che il Comune non ha ancora modificato i dati anagrafici dei cittadini residenti nelle vie interessate e che soltanto il completamento dell’intero iter potrà produrre effetti giuridici. Per questo motivo i gruppi consiliari sottolineano che “In mancanza, nessuna cerimonia e nessuna apposizione di tabella spiega, di per sé, effetti giuridici.”

Alla luce di questa ricostruzione, sostengono che l’affermazione secondo cui il sindaco e la Giunta avrebbero violato le regole risulti destituita di fondamento nel merito e, al contempo, inappropriata e intempestiva nelle forme della sua divulgazione.”

La sfida politica alle opposizioni

Infine, i gruppi di maggioranza invitano le opposizioni a spostare il confronto sul terreno dell’azione amministrativa, indicando come esempi il piano di riqualificazione ed efficientamento dell’area artigianale e la rinnovata intesa strategica tra Comune ed ESA, ritenendo che il dibattito politico debba concentrarsi sulle iniziative messe in campo dall’amministrazione piuttosto che sulla vicenda delle intitolazioni.