Lago di Pergusa promosso da Legambiente: acque nei limiti ma resta l’allarme crisi climatica

Le acque del lago di Pergusa superano l’esame di Legambiente, ma il bacino ennese resta tra i più esposti agli effetti della crisi climatica. È il quadro emerso dalla tredicesima e ultima tappa siciliana della Goletta dei Laghi 2026, la campagna nazionale di monitoraggio delle acque lacustri. Le analisi microbiologiche hanno promosso tutti e sei i punti campionati nei laghi siciliani, ma l’associazione ambientalista lancia un nuovo allarme sul futuro di Pergusa.

Acque promosse in tutti i laghi siciliani

I monitoraggi effettuati tra il 13 e il 15 luglio hanno certificato valori “entro i limiti di legge” nei sei punti analizzati.

Promossi i tre punti del lago di Piana degli Albanesi, il lago Soprano, il lago di Pergusa – nel punto di campionamento dello scivolo di imbarco dell’ex Club Nautico – e la diga San Giovanni, dove si registra anche un miglioramento rispetto allo scorso anno, quando il punto monitorato risultava fortemente inquinato.

Pergusa tra i laghi più a rischio

Se sotto il profilo microbiologico il quadro è positivo, secondo Legambiente continua invece a destare forte preoccupazione la situazione ambientale del lago di Pergusa, inserito dal report Laghi sotto pressione tra i bacini italiani più vulnerabili agli effetti della crisi climatica.

L’associazione evidenzia come il lago soffra per il fondale poco profondo e per l’aumento delle temperature, che favoriscono la forte evaporazione e frequenti fenomeni di disseccamento. A ciò si aggiungono gli impatti dell’autodromo, che interrompe il naturale equilibrio dell’ecosistema, e del sistema fognario del Villaggio Pergusa, che sottrae al lago parte delle acque di ruscellamento.

L’analisi di Amato

A ribadire la gravità della situazione è stato anche Giuseppe Amato, responsabile delle risorse idriche di Legambiente Sicilia: «Il lago di Pergusa è uno dei luoghi naturalisticamente più importanti d’Italia e una tappa irrinunciabile per le migrazioni dell’avifauna tra Europa e Africa. Oggi si trova ad affrontare con maggiore fragilità il cambiamento climatico. Solo nel 2014 le acque sono totalmente evaporate, colpendo gravemente flora e fauna». Amato ha quindi ribadito la necessità di «riprendere subito il monitoraggio ambientale fermo dal 2015, rifare la rete fognaria del Villaggio Pergusa, avviare una road map per la dismissione del vetusto autodromo e riorganizzare la governance della Riserva, oggi priva di direttore e personale».

Le cinque richieste di Legambiente

Per richiamare l’attenzione sulle criticità del bacino, Legambiente ha esposto nei pressi del lago lo striscione “Non è caldo, è crisi climatica”, avanzando cinque richieste ritenute prioritarie: ripristinare il monitoraggio ambientale e rafforzare la gestione della Riserva; avviare la dismissione e la rinaturalizzazione dell’autodromo; ammodernare la rete fognaria del Villaggio Pergusa; realizzare garzaie nelle vecchie vasche di decantazione per salvaguardare l’avifauna; riaprire al pubblico l’ex Club Nautico e l’area di Villa Geracello di Zagaria.

«Se dai monitoraggi microbiologici emerge un quadro positivo – ha dichiarato Elisa Scocchera, portavoce di Goletta dei Laghi – la minaccia della crisi climatica resta un tema aperto, soprattutto per Pergusa, ostaggio della siccità a fasi alterne».

I dati presentati a Enna

I risultati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa ospitata al Visitor Center della Riserva naturale speciale del Lago di Pergusa, alla presenza dei rappresentanti di Legambiente Sicilia, del Circolo Erei, del Comune di Enna e dei responsabili della Riserva.

Legambiente ha infine ricordato il lavoro svolto sul territorio attraverso il progetto europeo ProPartS e le attività di citizen science dedicate al monitoraggio della biodiversità, ribadendo che i controlli della Goletta dei Laghi non sostituiscono quelli ufficiali né certificano la balneabilità, ma rappresentano uno strumento di monitoraggio e denuncia delle criticità ambientali.