Valguarnera, furto e profanazione nella chiesa di San Giovanni Bosco

Furto e atti di profanazione nella chiesa di San Giovanni Bosco di Valguarnera. Uno o più persone si sono introdotti durante la notte all’interno dell’edificio religioso, attualmente interessato da lavori di ristrutturazione, mettendo a soqquadro gli ambienti e rovistando ovunque alla ricerca di denaro. Il bottino è stato di appena una ventina di euro e di una statuetta in ottone di modesto valore, ma i danni e l’amarezza lasciati dall’episodio sono ben più consistenti.

Il parroco della Chiesa

A raccontare quanto accaduto è il parroco, don Filippo Berrittella, che ha scoperto il furto all’apertura della chiesa.

«Stamattina, quando ho aperto la chiesa, che per altro è in stato di ristrutturazione, sono rimasto di sasso. Ho trovato tutto a soqquadro, tante statue e oggetti per terra. Hanno aperto tutti i cassettini in cerca di soldi ma hanno trovato non più di 20 euro. In più hanno rubato una statuetta in ottone di poco valore».

Il sacerdote non nasconde lo sconforto per quanto accaduto e invita l’intera comunità a una riflessione.

«Ora mi chiedo – afferma – come si può profanare un luogo sacro per rubare 20 euro? Incredibile, il degrado e la meschinità umana che c’è a Valguarnera ormai hanno superato ogni limite. È una riflessione che tutti dobbiamo porci».

I consiglieri di opposizione

Sull’episodio sono intervenuti anche i consiglieri comunali Angelo Bruno, Fina Greco, Filippa D’Angelo e Vincenzo Litteri, che hanno diffuso una nota congiunta esprimendo «la più ferma condanna per il vile e vergognoso atto di profanazione che questa notte ha colpito la chiesa di San Giovanni Bosco».

Per i consiglieri si tratta di «un gesto che offende non solo un luogo di culto, ma anche il senso di rispetto, convivenza e civiltà che dovrebbe unire ogni comunità». Gli esponenti consiliari sottolineano inoltre che episodi di questo genere impongono una riflessione collettiva sul modello di società che si intende costruire, richiamando i valori del dialogo, della responsabilità e della tutela del bene comune.

Nella nota viene infine espresso l’auspicio che gli autori del furto vengano individuati e che quanto accaduto possa rafforzare il senso di appartenenza della comunità. «Il rispetto dei luoghi di culto e dei simboli della nostra comunità – concludono – è un valore che appartiene a tutti, indipendentemente dalle convinzioni personali, e non può mai essere messo in discussione». I consiglieri hanno inoltre manifestato la loro vicinanza a don Filippo Berrittella e all’intera comunità parrocchiale di San Giovanni Bosco.