Oasi di Troina, anche la Cisl rompe con l’Irccs: chiesto un tavolo di crisi alla Regione

Dopo la Funzione Pubblica Cgil di Enna, anche la Cisl FP Agrigento Caltanissetta Enna, l’Associazione Medici Dirigenti, l’Associazione Unitaria Psicologi Italiani, la Cisl Medici e la Uil Medici prendono posizione sulla situazione dell’Irccs Oasi Maria SS di Troina. La Cisl interrompe le relazioni sindacali con l’Istituto e chiede l’apertura di un tavolo di crisi all’Assessorato regionale della Salute, mentre le organizzazioni della dirigenza medica e sanitaria proclamano lo stato di agitazione e notificano una formale diffida all’amministrazione.

La Cisl interrompe le relazioni sindacali

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, per la Cisl, è stata la lettera del 27 luglio con la quale l’amministrazione Irccs annuncia che paga solo il 50 per cento della mensilità di giugno. È un brutto segnale che, secondo la Cisl, indica “un ulteriore aggravamento di una crisi che, ormai da troppi anni, continua a ricadere esclusivamente sui lavoratori del comparto sanità”.

Crisi resa ancora più grave dai ritardi nei pagamenti delle retribuzioni ai dipendenti relative agli anni 2024 e 2025. È una situazione seria quella che stanno vivendo i dipendenti. La Cisl non usa mezzi termini e parla di esasperazione, resa ancora più acuta – si legge nella nota della CISL – dalla “disparità di trattamento economico tra il personale del comparto e la dirigenza medica, sanitaria, amministrativa e tecnica”.

Le richieste del sindacato

Il contratto integrativo della dirigenza, che è stato già sottoscritto, prevede incrementi retributivi che vanno dal 35 al 45 per cento, ma le “prospettate soluzioni per il recupero delle mensilità arretrate che, ad oggi, non hanno trovato concreta attuazione”.

Per Salvatore Parello, segretario generale della CISL FP di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, e Maurizio Sturnio è “una situazione che si trascina da decenni e che continua a mortificare la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie”. I due dirigenti sindacali non escludono l’avvio di azioni giudiziarie per il recupero delle somme dovute ai dipendenti.

Medici e psicologi proclamano lo stato di agitazione

L’Associazione Medici Dirigenti, l’Associazione Unitaria Psicologi Italiani, la Cisl Medici e la Uil Medici hanno comunicato al presidente dell’Irccs Oasi Maria, sacerdote Michele Pitronaci, al direttore generale Arturo Caranna e al direttore amministrativo Vincenzo Manzella lo stato di agitazione e la formale diffida per i reiterati ritardi e inadempienze nel pagamento delle spettanze retributive.

Dopo l’interruzione delle relazioni sindacali con Cgil e Cisl, ora sono entrate in crisi anche le relazioni sindacali con le organizzazioni di rappresentanza di medici dirigenti, medici e psicologi che, come si legge nella loro lettera, “si trovavo a dover subire una gestione frammentaria, incerta, non conforme agli obblighi contrattuali, con grave pregiudizio per la dignità del lavoro svolto e per la serenità economia dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Gli stipendi arretrati e la richiesta di un tavolo urgente

Ad oggi, non sono stati ancora pagati: il 40% dello stipendio di dicembre 2024 e della tredicesima mensilità 2024; il 50% dello stipendio di agosto 2025; la retribuzione di risultato maturata a decorrere dal 2023.

Si è venuta a determinare, nel corso degli anni, una situazione di “cronica instabilità finanziaria” che le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria “ritengono non più sostenibile”. A preoccupare medici e psicologi è l’assenza di “interventi strutturali idonei a garantire una reale riorganizzazione aziendale e il pieno ripristino della regolarità nei pagamenti delle competenze dovute al personale”.

Pertanto chiedono la convocazione, entro una settimana, di un tavolo tecnico urgente per un chiarimento sulle reali condizioni finanziarie dell’Irccs e l’individuazione di soluzioni concrete per il completo ripristino della regolarità retributiva.