Lite a Valguarnera: Leanza attacca su struttura comunale e indennità, Draià replica: “Si candidi”

La Giunta Comunale di Valguarnera ha approvato il 14 agosto la delibera n. 90/2026, che ridisegna l’organigramma dell’ente ampliando le macrostrutture da quattro a cinque e nominando 17 responsabili di servizio, a fronte di un organico comunale di circa 40 dipendenti. È il punto di partenza di una lettera aperta ai consiglieri comunali firmata dall’ex sindaco Sebastiano Leanza, che solleva una serie di osservazioni sulla struttura organizzativa dell’ente, e a cui ha replicato la vicesindaca Francesca Draià.

I nodi

Nella lettera, protocollata il 31 agosto, Leanza ricostruisce una lunga sequenza di modifiche organizzative: negli ultimi dieci anni la struttura dell’ente sarebbe stata cambiata dieci volte, senza che il Consiglio Comunale abbia mai approvato per intero i criteri generali previsti dallo Statuto. L’unica delibera consiliare in materia, la n. 68 del 2024, sarebbe arrivata solo dopo una diffida del dipartimento regionale delle autonomie locali per “anomalia gestionale”, e secondo Leanza sarebbe rimasta comunque generica, con lo spazio dedicato al numero massimo dei settori mai compilato dai consiglieri.

Le indennità

Il capitolo su cui l’ex sindaco si sofferma di più riguarda le indennità. “Le indennità riconosciute ai titolari di Posizione Organizzativa, nel nostro Comune, sono tra le più alte dei comuni italiani, per pari qualifica funzionale, di conseguenza la retribuzione di risultato sugli obiettivi appare anch’essa ghiotta”, scrive Leanza, che definisce l’assetto a cinque macrostrutture e 17 responsabili “lautamente compensato”.

Gli altri punti della lettera

Più cauto, ma non meno pungente, il passaggio dedicato al professionista che svolge la funzione di valutatore della performance dei titolari di posizione organizzativa. Leanza rileva che l’incarico sarebbe stato conferito con decreto sindacale per il biennio 2025-2026 e si chiede, senza affermarlo, se “il periodo di prorogatio” non risulti “ampiamente superato” al momento della trasmissione dei dati all’ANAC, avvenuta il 30 luglio. Un interrogativo che l’ex sindaco affida esplicitamente al Segretario Comunale, indicato come organo competente a “chiarire o segnalare” l’eventuale anomalia.

La replica di Draià

La replica della vicesindaca Francesca Draià, arrivata in redazione, non entra nel merito di nessuno dei rilievi tecnici ma affronta la questione sul piano politico: Draià parla di un “clima di pressione” che si starebbe creando attorno ai giovani consiglieri di maggioranza e invita Leanza, se ritiene di avere ancora un contributo da dare, a candidarsi alle elezioni comunali invece di intervenire “con puntualità quasi quotidiana” sugli atti dell’amministrazione. Nel testo la vicesindaca richiama anche la differenza generazionale tra sé, 43 anni, e l’ex sindaco, che ne ha più di 70, e rivendica la scelta di sostenere “una nuova classe dirigente” dopo undici anni alla guida del Comune.