EcoEnnaServizi, Crisufulli: “Buco da 216 mila euro”, segretario del Pd neo amministratore
Enna-Cronaca - 02/09/2026
Enna scopre di avere avuto per sette anni una società partecipata senza bussola. Il sindaco Mirello Crisafulli lo dice quasi senza giri di parole nella conferenza stampa convocata stamattina a Palazzo di Città: EcoEnnaServizi, la in house dei rifiuti, ha “vissuto alla giornata”. E oggi paga il conto di quella navigazione a vista, con un cambio alla guida della società e l’annuncio di una riforma della governance.
La due diligence “asettica”
Tutto parte dall’incarico affidato prima dell’estate al commercialista Marco Montesano, scelto tramite il Presidente dell’Ordine dei commercialisti della provincia. Una scelta di metodo che il sindaco rivendica come garanzia di indipendenza, utile a schivare le strumentalizzazioni che, dice, qualcuno avrebbe già tentato nelle settimane scorse.
Sette anni senza un piano industriale
Il primo verdetto della due diligence è impietoso: nessuna strategia, nessuna ipotesi di sviluppo, nessun piano industriale. EcoEnnaServizi avrebbe funzionato per inerzia, rincorrendo l’emergenza del momento piuttosto che programmare il proprio futuro. Un vuoto che, secondo Crisafulli, ha aperto la porta a tutto il resto.
Il carosello delle assunzioni
Ed ecco il capitolo più scomodo: uno “pseudobando”, parola del sindaco, che ha selezionato 10-11 lavoratori a rotazione da un bacino di una trentina di candidati, con contratti di cinque mesi rinnovati a ripetizione. Un valzer di ingressi e uscite senza una stabilizzazione. Il problema, secondo il sindaco, non è solo etico ma procedurale: l’aumento dell’organico non sarebbe mai passato dal Consiglio Comunale, che aveva titolo per deciderlo, né sarebbe stato intercettato dal nucleo di controllo analogo, istituito peraltro con sette anni di ritardo rispetto alla nascita della società.
Un buco da 216 mila euro (per ora)
Le conseguenze si misurano in euro: uno scostamento di bilancio, nella tesi del consulente, stimato in 216 mila entro fine anno. Crisafulli rivendica di aver acceso la luce prima che il buco si allargasse al punto da costringere il Comune a ricapitalizzazioni continue.
Il Pd sale in plancia di comando
La svolta più immediata è la testa dell’amministratore unico, sostituito da Giuseppe Seminara, segretario cittadino del Partito Democratico, definito dallo stesso sindaco il proprio “migliore collaboratore”. Una nomina che, comunque, ha significato un politico evidente, al netto delle competenze del neo amministratore e che potrebbe esporre lo stesso sindaco a contestazioni e critiche.
Statuto in cantiere, ma l’ultima parola resta al sindaco
Crisafulli ha annunciato anche una modifica statutaria da portare in Consiglio Comunale: due componenti del CdA scelti dall’aula, uno di maggioranza e uno di opposizione, per allargare la rappresentanza politica sulla governance. La nomina dell’amministratore, però, resterebbe saldamente nelle mani del sindaco: la stessa prerogativa appena esercitata su Seminara.
L’affondo sul predecessore
Il passaggio più tagliente della conferenza riguarda però chi sedeva a Palazzo di Città prima di lui. Crisafulli riconduce le assunzioni a rotazione contestate da Montesano all’azione del suo predecessore.
Collasso evitato, o solo rinviato?
Chiusura ad effetto: “Abbiamo evitato il collasso della società”. Una frase da consegnare alle cronache come dichiarazione politica, non come diagnosi definitiva, in un pezzo che lascia comunque aperti più fronti di verifica: dal curriculum gestionale del nuovo amministratore alle reazioni, ancora mancanti, di lavoratori e opposizioni.