Cliente chiede un altro cameriere: “Non è italiano”, denuncia del ristoratore

Un dipendente di 19 anni, nato a Enna e cittadino italiano, si sarebbe sentito chiedere da una cliente di essere servita dal’altra collega perché ritenuto “non italiano”.

La versione del ristoratore

A raccontarlo è il titolare del ristorante dove lavora il giovane, Marco Colaleo, in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook e diventato in poco tempo virale, con decine di condivisioni e commenti.Secondo quanto riferito da Colaleo, la cliente avrebbe chiesto di essere servita da un’altra collega, sostenendo che il ragazzo, di origini filippine , “non era italiano”. Va precisato che al momento la vicenda è nota esclusivamente attraverso la versione pubblicata dal titolare dell’attività, che riferisce di non aver assistito personalmente alla scena ma di esserne venuto a conoscenza in un secondo momento.

La condanna

Nel post, Colaleo esprime parole dure verso l’atteggiamento della cliente: “Non è normale mettere in difficoltà emotivamente una persona che sta semplicemente facendo il proprio lavoro. Non è normale far sentire qualcuno diverso per il colore della sua pelle o per le sue origini”. Il titolare aggiunge di essere rimasto colpito dalla reazione del giovane collaboratore, che avrebbe proseguito il servizio “con educazione, con garbo e con il sorriso”.

Un dipendente esemplare

Nel racconto, Colaleo sottolinea il curriculum del ragazzo, diplomato all’alberghiero e poliglotta: “Questo ragazzo ha 19 anni, è diplomato all’alberghiero, parla quattro lingue ed è volenteroso”. Il ristoratore rivela inoltre che circa il 50% del personale della sua attività è composto da giovani di origine straniera, e ribadisce la propria linea gestionale: “Nel mio locale non scelgo le persone in base alla loro etnia, al colore della pelle o alle loro origini. Scelgo persone che abbiano voglia di lavorare, rispetto per gli altri e dignità”.Il post si chiude con un messaggio esplicito rivolto a chi non condividesse questa impostazione: “Se una persona non si sente a proprio agio nel sapere che a servirla può esserci un ragazzo di origine straniera, allora preferisco sinceramente che non venga più a consumare nella mia attività”.