Confelp, celebrati dieci anni di persone e di territori
Comunicati Stampa - 23/09/2026
A Giardini Naxos il decennale della Confederazione Europea Lavoratori e Pensionati. Sul palco il fondatore Turi Orlando, presente nonostante due recenti interventi alla colonna vertebrale. Emozione, applausi e uno sguardo già rivolto ai prossimi dieci anni.
Ci sono anniversari che si misurano in numeri e altri che si misurano in volti. Il decennale della Confelp — la Confederazione Europea Lavoratori e Pensionati, organizzazione sindacale riconosciuta a livello nazionale — appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Perché dieci anni, per una realtà cresciuta dal basso, non sono soltanto una data da ricordare: sono un cammino costruito attraverso persone, territori, relazioni e lavoro quotidiano.
La convention che ha celebrato il traguardo, ospitata a Giardini Naxos, ha avuto un protagonista assoluto: il Segretario Generale e fondatore Turi Orlando. La sua presenza è stata, di per sé, il primo messaggio della giornata. Orlando ha voluto fortemente esserci, nonostante avesse da poco affrontato due interventi alla colonna vertebrale: un gesto che la sala ha compreso e onorato ancor prima che egli iniziasse a parlare.
Il suo discorso — profondo, vibrante, denso di spessore — è stato affidato alla voce dell’attore Daniele Segalin, che lo ha letto con intensità davanti a una platea partecipe. Parole che hanno ripercorso i dieci anni di vita del sindacato: gli inizi, spesso in salita; la crescita, costruita passo dopo passo; le prospettive future, tracciate con la lucidità di chi continua a guardare avanti. L’emozione in sala si è fatta sentire e si è manifestata in continui, calorosi scrosci di applausi.
Ad aprire i lavori erano stati i saluti del sindaco di Giardini Naxos, Agatino Salvatore Bosco. È stata poi la volta di Antonio Valastro, Segretario Nazionale e co-fondatore della Confelp, che ha consegnato alla platea il senso più intimo di questi dieci anni. «Dieci anni fa eravamo un’idea. Oggi siamo una casa», ha scandito, ricordando un percorso partito letteralmente da zero — «senza padroni e senza padrini, senza una lira in tasca» — e arrivato oggi a contare la bandiera Confelp in quindici regioni d’Italia, con oltre duecento uffici, da Pordenone a Trapani. Attorno a una parola sola, «esserci», Valastro ha costruito il racconto di un sindacato che non vuole limitarsi a sedere ai tavoli, ma vuole “fare”: sportelli di ascolto aperti anche a chi la tessera non ce l’ha, orientamento al lavoro per i giovani, alfabetizzazione digitale per i pensionati, attenzione alla disabilità e alla fragilità, impegno quotidiano sulla sicurezza sul lavoro. Ha rivendicato la centralità della formazione come tutela concreta e un rapporto con la politica «senza tessere e senza bandiere di partito», con un unico riferimento: la Carta costituzionale. Netto il passaggio sulla legalità, definita non una parola da convegno ma «materia sindacale, concretissima», nella lotta al lavoro nero, al caporalato, agli appalti al massimo ribasso, al fianco delle istituzioni che fanno rispettare le regole. Un intervento chiuso nel segno della speranza, con una promessa alla sala: «Il meglio deve ancora venire».
Un contributo istituzionale di rilievo è arrivato da Renato Loiero, Consigliere parlamentare del Senato della Repubblica e Consigliere per le politiche di bilancio ed economiche del Presidente del Consiglio, che ha portato i saluti della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ha illustrato in modo concreto e sintetico una serie di atti, provvedimenti e interventi messi in campo dal Governo a favore dei lavoratori dei diversi comparti.
Numerosi gli interventi che si sono succeduti: Paolo Desolati, Presidente di UnoFormat; Concetto Parisi, Presidente del Fondo Conoscenza; Francesco Sgroi, Presidente Regionale del Centro Studi Agricoli Sicilia; Vincenzo Carullo, Segretario Generale Provinciale di Messina del Sindacato Italiano Militari Carabinieri; Santo Primavera, Deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana. Sono intervenuti in collegamento video Marco Ancora, della Presidenza Nazionale CIU – Confederazione Italiana Unione Professioni Intellettuali, e Giuseppino Santoianni, Presidente Nazionale AIC. A testimoniare la vicinanza delle istituzioni, il Senatore Claudio Durigon, Sottosegretario di Stato al Lavoro e alle Politiche Sociali, ha inviato un articolato messaggio di congratulazioni e auguri. Presente in sala anche il Deputato Regionale Giuseppe Lombardo.
A seguire, due tavole rotonde hanno dato voce all’anima più autentica della Confederazione: quella dei territori. La prima, dal titolo «Confelp sui Territori», ha riunito diversi rappresentanti delle strutture provenienti da tutta Italia, portando in sala esperienze diverse, accomunate dallo stesso radicamento nelle comunità.
La seconda, «I prossimi dieci anni cominciano da qui», ha scelto una formula essenziale e potente — cinque persone, cinque esperienze, cinque parole: ACCOGLIERE – VALORIZZARE – INNOVARE – CONDIVIDERE – COSTRUIRE. Anche in questo caso a dare voce ai cinque verbi sono stati rappresentanti delle strutture arrivati da ogni parte del Paese: cinque parole che, più di ogni bilancio, raccontano la direzione scelta per il futuro.
Le conclusioni sono state affidate a Simone Conti, Responsabile dell’Area Sviluppo Confederale, che ha proiettato la platea verso il 2036. Prendendo in prestito l’immagine evangelica della casa costruita sulla roccia, Conti ha definito i primi dieci anni le fondamenta della Confelp, ricordando però che «nessuno costruisce una casa per passare il resto della vita a contemplare le fondamenta: le fondamenta servono per costruirci sopra». Da qui l’annuncio degli strumenti concreti già in cantiere — il nuovo sito, un’area riservata dedicata alle strutture, l’app della Confederazione, nuovi investimenti nella formazione e convenzioni nazionali sempre più strategiche — accompagnato però da un avvertimento: «Nessuno di questi strumenti, da solo, può creare appartenenza. Quella dipende da noi». Conti ha lasciato la sala con una domanda da portare a casa — «qual è il mio pezzo di Confelp 2036?» — e con l’invito a distinguersi per non estinguersi. «Confelp 2036 non comincia dall’app né da una convenzione», ha concluso. «Comincia dalla scelta di sentirci parte della stessa storia. Comincia da qui. E comincia da tutti noi».
Alla fine della giornata resta l’immagine di una comunità che, in dieci anni, ha imparato a riconoscersi. E resta una convinzione, semplice e ferma: i prossimi dieci anni cominciano davvero da qui.