Gaza, il Pd di Enna: “Candidare i bambini al Nobel per la pace”
Enna-Cronaca - 25/09/2026
di Giacomo Lisacchi
Di fronte all’orrore dei conflitti contemporanei, la tentazione più pericolosa per la comunità internazionale è l’assuefazione al dolore. C’è tuttavia un momento in cui la politica deve saper superare il freddo realismo diplomatico per farsi interprete di un’istanza morale superiore. È in questo solco che si inserisce la proposta lanciata dalla Direzione provinciale del Partito Democratico di Enna: candidare ufficialmente i bambini e le bambine della Striscia di Gaza al Premio Nobel per la Pace 2027.
L’iniziativa si inserisce nella scia della campagna nazionale promossa sulle pagine del quotidiano Avvenire dal filosofo Eugenio Mazzarella, che ha già raccolto decine di migliaia di sottoscrizioni tra istituzioni, mondo accademico e comunità religiose.
Un simbolo universale contro la barbarie
Non si tratta di una provocazione o di una classifica nella sofferenza. L’obiettivo dichiarato è trasformare il dramma di un’intera generazione privata del diritto alla salute, all’istruzione e al futuro in un simbolo universale di protezione dell’infanzia, valido per ogni latitudine.
A supporto della mozione, approvata formalmente il 18 settembre 2026, viene richiamato il duro rapporto “Torture and genocide” presentato nel marzo 2026 da Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite, in cui si documentano le drammatiche violazioni dei diritti umani subite dalla popolazione palestinese. Candidare l’infanzia di Gaza a Oslo significa imporre un netto cambio di paradigma: rimettere al centro del dibattito globale gli esseri umani più vulnerabili anziché il solo bilanciamento geopolitico o la corsa agli armamenti.
Le richieste politiche: “Due popoli, due Stati”
Il valore simbolico della candidatura si intreccia con l’azione diplomatica. La mozione ribadisce infatti i pilastri per una pace duratura: Un cessate il fuoco immediato e permanente; La liberazione di tutti gli ostaggi e l’accesso incondizionato agli aiuti umanitari; Il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina accanto a quello di Israele. La formula “due popoli, due Stati” intende così uscire dalle secche della burocrazia per diventare l’unica strada concreta verso la dignità e la sicurezza di entrambe le popolazioni.
Dalla provincia alla politica nazionale
Il percorso verso la Norvegia è solo all’inizio. La Segreteria del PD ennese ha già attivato i propri canali per trasferire la mozione a livello regionale e nazionale, sollecitando i parlamentari della Camera e del Senato – tra i soggetti titolati a presentare ufficialmente le candidature a Oslo – a sottoscrivere la nomina. Parallelamente, sono previsti incontri e momenti di sensibilizzazione con università, scuole e associazioni del territorio.
L’eco dell’iniziativa sta già contagiando altre città italiane dove diversi gruppi consiliari stanno . depositando una mozione analoga.
“Di fronte a questa tragedia non possiamo restare in silenzio”, ha dichiarato la segretaria provinciale Katya Rapè, confermando la volontà del PD ennese di unirsi a una battaglia di civiltà che, partendo dai territori, punta a lanciare un monito solenne alle istituzioni globali: “nessun bambino dovrebbe mai conoscere l’inferno delle armi prima ancora di aver scoperto il significato della pace”.