Dissesto a Barrafranca: il Cga boccia il piano di risanamento, il sindaco annuncia ricorso

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, il massimo organo di giustizia amministrativa in Sicilia, ha riformato solo in parte la sentenza del Tar di Catania, confermandola nella sostanza: il piano con cui il Comune di Barrafranca voleva uscire dal dissesto finanziario, il grave squilibrio dei conti dichiarato nel 2021, non regge. Ai giudici è bastato riconoscere ragione al Comune su un solo aspetto tecnico, relativo ai tempi di presentazione di una seconda proposta di bilancio. Sul punto che conta davvero, cioè l’assenza di un vero taglio delle spese, hanno invece dato ragione al Ministero dell’Interno.

Una vittoria solo di facciata

Il Comune può dire di aver vinto in parte la causa, ma è un successo formale, senza conseguenze pratiche: il giudizio negativo sul piano di risanamento resta in piedi. Lo conferma il fatto stesso che l’amministrazione, nonostante l’esito dell’appello, stia già pensando a un nuovo strumento per ribaltare la sentenza — segno che il verdetto non cambia la situazione del Comune.

Perché il piano è stato bocciato

Secondo i giudici, il Comune non ha dimostrato di aver davvero tagliato le spese come previsto dalla legge. Anzi, i conti mostrano una spesa corrente in aumento di quasi il 20% rispetto agli anni precedenti. Il pareggio di bilancio, spiegano, è stato raggiunto soprattutto grazie a entrate straordinarie, come il recupero di tasse arretrate sulla casa, e non con un vero risparmio strutturale. Per il tribunale questo non basta a garantire che l’ente possa davvero rimettersi in sesto.

La versione del sindaco

Il sindaco Giuseppe Lo Monaco, in un comunicato, ha parlato di un “riconoscimento della correttezza e tempestività” dell’operato del Comune sul punto accolto dal Cga. Sulla bocciatura del piano, invece, il sindaco ha usato toni duri, definendo la decisione dei giudici “del tutto carente di motivazione” e sostenendo che il Collegio non abbia valutato la documentazione prodotta dal Comune, parlando di “evidenti errori e travisamenti”.

La mossa del Comune

L’amministrazione ha fatto sapere che il legale incaricato sta valutando con urgenza un ricorso per revocazione, cioè una richiesta al tribunale di riesaminare la propria sentenza, sostenendo che i giudici abbiano commesso errori nella lettura di alcuni documenti.

Uno strumento difficile da usare

La revocazione non è un secondo appello e non si può chiedere solo perché non si condivide la valutazione dei giudici. Serve un errore molto specifico: il tribunale deve aver considerato vero un fatto smentito chiaramente dagli atti, oppure il contrario.