Enna Calcio in vendita? Arriva una PEC con l’offerta e Travagin apre a proposte concrete

Quarantamila euro e si prende tutto, debiti compresi. È, in sostanza, l’offerta arrivata all’Enna Calcio giovedì 24 settembre, alle 12:36, nella casella di posta certificata della società. ViviEnna è entrata in possesso della PEC, in cui un consulente si qualifica come tale e scrive “in rappresentanza” di clienti di cui non fa il nome.

L’oggetto parla di “manifestazione d’interesse acquisizione titolo sportivo”. Il testo, però, si spinge oltre. Il mittente parla di una “proposta in itinere” che sta ancora formulando e dice di conoscere “per via sommaria” la situazione finanziaria del club e “le difficoltà” nel “continuare il percorso sportivo”.

La proposta

Poi mette sul tavolo la cifra: i clienti sarebbero “disposti a corrispondere una cifra di 40.000 euro”, “per rilevare la società con tutte le sue pendenze ed eventuali crediti”. La chiusura è una porta aperta: il consulente resta “a disposizione di una sua valutazione e dei miei clienti che vogliono acquisire la società”.

Restano zone d’ombra. Non si sa chi siano gli acquirenti, non si sa a quanto ammontino le pendenze da accollarsi e c’è uno scarto fra l’oggetto, che evoca il solo titolo sportivo, e il corpo del messaggio, che parla dell’intera società.

Travagin: “Si facciano avanti persone serie”

Tre giorni dopo, nella serata di domenica 27 settembre, arriva la nota del presidente Giancarlo Travagin. Non fa riferimento alla PEC, ma nella parte finale il presidente si rivolge a chi lo invita a cedere il club: “A chi, velatamente, mi suggerisce di cedere l’Enna Calcio, rispondo con la massima apertura: si facciano avanti persone serie, con una manifestazione d’interesse concreta”. Potevano farlo prima del suo arrivo, aggiunge, possono farlo ancora oggi. L’invito vale anche per i tifosi che ne chiedono le dimissioni: si riuniscano, raccolgano le risorse e salvino loro il club.

I conti del presidente

Poi il presidente presenta il conto di ciò che si erediterebbe: stadio e campo di allenamento, vitto e alloggio dei calciatori, utenze, trasferte, le vertenze dei giocatori non pagati nella scorsa stagione, numerosi fornitori, un debito IVA “di circa 250.000 euro” e un professionista, creditore da tre anni, che avrebbe atteso il suo arrivo per procedere al pignoramento. La cifra del debito IVA è una sua indicazione ed è oltre sei volte l’importo indicato nella PEC. Travagin scrive di essere riuscito a ottenere i documenti della società “in venti giorni”, di non aver contratto debiti e di averne già pagati.

La nota è anche una difesa d’ufficio sui trascorsi. Il presidente rivendica di non essere mai fallito, di non aver mai messo una società in liquidazione e di non aver lasciato buchi nei bilanci altrui. Sull’Aurora Pro Patria racconta di aver acquistato il club e di averlo iscritto al campionato sperando in un ripescaggio, e si definisce parte lesa, con atti alla Procura di Busto Arsizio ed esposti alla Procura Federale e all’Arbitro Bancario Finanziario. Per Atletico Catania e Siracusa parla di un procedimento aperto dal 2018, con dodici imputati, in cui si dice ancora parte offesa. Mette infine a disposizione curriculum e certificato del casellario giudiziale.

Lo scontro col Comune ed il futuro a Niscemi

Sullo sfondo c’è lo scontro con l’amministrazione comunale. Nella nota Travagin sostiene di essere sceso in campo a Enna sulla base di accordi precisi, stretti con testimoni. Al centro della contesa, secondo il presidente, ci sono promesse non mantenute, prima di tutto sulla disponibilità dello stadio, ancora interessato da lavori. Ricostruzioni rigettate in toto dal sindaco Mirello Crisafulli e dalla sua maggioranza.

 Oggi l’Enna gioca in casa sul campo neutro di Niscemi. La società intende portare avanti la stagione e valuterebbe di pianificare il passaggio a Niscemi dal prossimo anno.