Villa Romana del Casale, mosaici, coperture e manutenzione: il punto del direttore Nicotra
Piazza Armerina - 02/10/2026
Nessuna infiltrazione all’interno della Villa, monitoraggio costante delle coperture, nuovi interventi di restauro in fase di progettazione e una diversa lettura dei dati economici del Parco.
La replica del direttore del Parco
È questo, in sintesi, il quadro tracciato dal direttore del Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale, Carmelo Nicotra, nella risposta trasmessa al presidente della Regione Siciliana e all’assessore ai Beni culturali. La nota affronta uno per uno i temi sollevati nelle interrogazioni parlamentari – il Pd nazionale ed il gruppo all’Ars di Controcorrente – e le contestazioni sulla situazione del complesso archeologico di Piazza Armerina sollevate dal Corriere della Sera.
La bomba d’acqua e i mosaici
Il primo chiarimento riguarda l’episodio del 15 settembre, quando la Villa è stata interessata da una bomba d’acqua accompagnata da forti venti.
Nicotra respinge la notizia secondo cui i mosaici sarebbero stati invasi da fango e detriti, definendola “assolutamente non veritiera”. Secondo la ricostruzione del direttore, l’acqua piovana sarebbe entrata da un’apertura prospiciente il Corridoio della Grande caccia, probabilmente proprio a causa del forte vento.
L’acqua, aggiunge, è stata rimossa tempestivamente e non avrebbe provocato infiltrazioni all’interno della Villa. A sostegno della ricostruzione viene citato anche il dato dei circa 1.500 visitatori che il 16 settembre avrebbero potuto ammirare i mosaici. Sul sistema di raccolta delle acque il direttore precisa che pluviali e canali di gronda vengono monitorati durante tutto l’anno e che l’eventuale presenza di ostruzioni nelle grondaie viene verificata anche attraverso l’utilizzo di droni.
Nuove coperture e restauro
Sul programma degli interventi, Nicotra indica una scadenza: la consegna della progettazione esecutiva per la sostituzione delle vecchie coperture è fissata al 15 ottobre.
La progettazione, ricorda il direttore, è stata affidata alla stazione appaltante del Parco archeologico di Agrigento. Una volta acquisito il visto della Soprintendenza competente, si procederà con la gara per i lavori.
A seguire, secondo quanto comunicato alla Regione, sarà avviata la gara per il completamento del restauro dei mosaici e delle superfici decorate.
Nicotra richiama anche il progetto straordinario di somma urgenza realizzato nel peristilio quadrangolare. L’intervento, riferisce, ha consentito di eliminare ristagni e muffe e di restituire l’area alla pubblica fruizione. Il direttore precisa però che nel peristilio non sono presenti mosaici.
La manutenzione ordinaria
È uno dei passaggi sui quali la replica assume un tono particolarmente netto. Nicotra contesta infatti l’affermazione secondo cui il problema principale sarebbe rappresentato dalla carenza di manutenzione ordinaria.
Dal 2026, riferisce, la pulizia degli ambienti mosaicati è stata estesa anche al sabato e alla domenica, durante tutto l’anno.
Nello stesso anno, aggiunge, è stato dato seguito al protocollo di manutenzione programmata dei mosaici lasciato dal professor Tusa. Un’attività che, precisa Nicotra, rappresenta un ulteriore strumento di tutela ma non sostituisce il progetto di completamento del restauro.
Per questo progetto il Parco si avvale, secondo quanto riferito nella nota, della consulenza di Lorella Pellegrino, già funzionaria del Centro restauro di Palermo e indicata dal direttore come esperta della disciplina.
Tra gli interventi realizzati viene inoltre indicato il nuovo impianto di illuminazione della Villa, che ha consentito di ripristinare le visite notturne.
La scelta degli eventi culturali
Nicotra interviene anche sulla programmazione degli eventi e delle iniziative culturali. La prima precisazione riguarda il processo decisionale: le scelte, spiega, vengono assunte nell’ambito del Comitato tecnico scientifico.
Il direttore lega poi la strategia del Parco alle caratteristiche del territorio, sostenendo che la partecipazione della popolazione agli eventi culturali sarebbe inferiore al 20 per cento. Da qui, nella sua ricostruzione, la scelta di investire nella valorizzazione per favorire nella comunità locale un maggiore senso di consapevolezza e appartenenza.
Quanto alla mostra di G. Aceves, Nicotra precisa che il Parco non avrebbe sostenuto spese. La mostra, secondo la nota, sarebbe stata pagata dai visitatori attraverso un biglietto integrativo, del quale il Parco avrebbe incassato una parte dei proventi.
Tra le iniziative vengono ricordate le Tragedie greche a Morgantina e i Peristili letterali alla Villa Romana del Casale. Il direttore sottolinea inoltre che la maggior parte degli eventi sarebbe stata gratuita oppure proposta a prezzi popolari, proprio con l’obiettivo di riavvicinare la comunità locale.
Visitatori, ingressi e incassi
Un altro chiarimento riguarda l’andamento dei visitatori. Nicotra contesta la ricostruzione secondo cui gli ingressi sarebbero in calo costante.
Nel 2025, spiega, si sarebbe verificato un leggero calo dei visitatori con ingresso gratuito, mentre sarebbero aumentati quelli paganti. Un andamento che, secondo il direttore, avrebbe prodotto maggiori incassi.
La lettura dei flussi, aggiunge, non può essere ricondotta soltanto alle dinamiche territoriali. Nicotra richiama infatti fattori internazionali e, in particolare, la situazione geopolitica.
Gli eventi di carattere nazionale vengono quindi considerati dal direttore anche come strumenti per aumentare la visibilità della Villa e più in generale di un territorio dell’entroterra siciliano.
I conti del Parco
Particolarmente netta è la replica sul presunto avanzo di amministrazione di quasi 5 milioni di euro.
Nicotra definisce l’affermazione “assolutamente priva di fondamento” e richiama un emendamento alla legge di stabilità secondo il quale la parte disponibile del risultato di amministrazione conseguito al 31 dicembre 2025 deve essere versata su un apposito capitolo in entrata del Bilancio regionale. Nicotra richiama quindi quella disposizione per contestare la ricostruzione di una disponibilità del Parco pari a quasi 5 milioni di euro.
L’ex ristorante Imperial
L’ultimo capitolo riguarda i 2,24 milioni di euro destinati all’acquisto e alla ristrutturazione dell’ex ristorante Imperial.
Nicotra spiega la scelta con la necessità di dotare la Villa di servizi nuovi e diversificati: una nuova biglietteria, il bookshop, una sala didattica, una sala di restauro, una biblioteca specialistica, un’aula immersiva, una foresteria e nuovi servizi igienici.
L’obiettivo, secondo il direttore, è trasformare l’edificio in un nuovo centro di servizi e accoglienza della Villa. L’immobile era stato definito da Legambiente “ecomostro”. Su questo punto Nicotra prende posizione anche rispetto alla proposta dell’associazione ambientalista, che nella sua ricostruzione sarebbe orientata alla demolizione e successiva ricostruzione dell’edificio. Una soluzione che il direttore considera, a titolo personale, poco rispettosa dell’ambiente. Infine, Nicotra ha invitato il parlamentare regionale del Pd, Fabio Venezia, ad un confronto pubblico sui temi legati alla Villa romana del Casale.