Crisi Schifani, cosa cambia nell’Ennese: i nomi in corsa per i due seggi Ars

La crisi politica attorno a Renato Schifani, aperta dalle parole del commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo sulla necessità di una “proposta politica completamente nuova”, potrebbe avere conseguenze anche sulla politica ennese. Il governatore ha detto di stare valutando le decisioni da assumere, senza annunciare al momento le dimissioni.

Se Schifani dovesse lasciare, si tornerebbe al voto per presidente della Regione e Ars entro tre mesi. Una sfiducia avrebbe lo stesso effetto, con lo scioglimento dell’Assemblea. Per l’Ennese significherebbe riaprire la partita sui due seggi oggi occupati da Fabio Venezia del Pd e Luisa Lantieri di Forza Italia.

I due seggi

Venezia, esponente del Pd di Troina, e Lantieri, di Piazza Armerina, potrebbero puntare alla ricandidatura. Ma l’eventuale anticipo delle urne costringerebbe tutti i partiti a definire in tempi più rapidi candidature e alleanze.

Nel centrodestra uno dei nomi che potrebbe entrare nella partita è quello di Nino Cammarata, sindaco di Piazza Armerina e presidente provinciale di Fratelli d’Italia. Una sua eventuale candidatura aprirebbe anche un confronto tutto interno alla città dei Mosaici con Lantieri: due candidature provenienti da partiti diversi, ma con un bacino elettorale in parte coincidente.

Forza Italia

È proprio Forza Italia, però, a presentarsi all’appuntamento regionale con una situazione interna da ricomporre. Le tensioni nell’Ennese sono emerse con particolare evidenza durante la partita per la presidenza del Libero Consorzio, quando il candidato del centrodestra e di area FI Rosario Colianni fu sconfitto da Piero Capizzi, candidato del centrosinistra. La competizione lasciò strascichi all’interno degli azzurri, con accuse e prese di posizione rivolte anche nei confronti di Lantieri.

Le divisioni sono riemerse nei mesi successivi. A luglio, in occasione della visita a Enna del commissario regionale Nino Minardo, il vicesegretario provinciale Francesco Occhipinti e lo stesso Rosario Colianni contestarono il mancato coinvolgimento nell’incontro, riaprendo pubblicamente il tema dei rapporti interni al partito.

Lantieri, nel frattempo, è rimasta in Forza Italia dopo le voci di un possibile passaggio alla Dc e ha continuato a ricoprire il ruolo di riferimento del partito nell’Ennese. Ad agosto, inoltre, il Tar ha respinto il ricorso presentato da Francesco Colianni contro la sua elezione all’Ars, confermando il seggio della parlamentare piazzese.

Ora la riorganizzazione di Forza Italia a Roma e in Sicilia si intreccia con una situazione provinciale ancora delicata. Le decisioni dei vertici regionali e nazionali potrebbero quindi avere ricadute anche sugli equilibri interni del partito a Enna e, di conseguenza, sulla prossima corsa all’Ars.

Il capoluogo

Un altro nome da seguire è quello di Francesco Colianni, attuale assessore regionale all’Energia per l’area Mpa-Grande Sicilia. La sua eventuale candidatura riporterebbe il capoluogo al centro della competizione per l’Ars, con l’obiettivo di riportare una rappresentanza diretta di Enna a Palermo.

Gli altri

Più aperto il quadro negli altri schieramenti. Nel Movimento 5 Stelle resta centrale il ruolo del coordinatore regionale Nuccio Di Paola, mentre nell’area di Controcorrente il riferimento è Ismaele La Vardera. Da definire anche la partita di Futuro Nazionale, il movimento legato al generale Vannacci e di Sud chiama Nord di Cateno De Luca.

In Italia Viva la presenza provinciale è affidata alla commissaria Rosalinda Campanile, già assessore al Bilancio dell’amministrazione Dipietro. È ancora presto, invece, per individuare eventuali candidati renziani.

Nella Lega il riferimento provinciale è Francesca Draià, commissaria del partito e attuale vicesindaco di Valguarnera, dopo due mandati alla guida del Comune.

Il calendario

Resta la variabile decisiva: quando si voterebbe. Una dimissione immediata di Schifani porterebbe rapidamente alle urne; una decisione successiva alla sessione di bilancio sposterebbe più avanti il voto, sempre entro i termini previsti dalla legge.

Anche una eventuale sfiducia produrrebbe lo scioglimento dell’Ars e il ritorno alle urne. Ma, per i deputati regionali, votare la sfiducia significherebbe anche mettere in gioco il proprio seggio.

La partita

Per l’Ennese, dunque, non c’è ancora una campagna elettorale, ma la possibile crisi regionale ha già rimesso in movimento i partiti. Due seggi, diversi nomi e soprattutto equilibri provinciali che in alcuni casi devono ancora essere ricomposti.

Molto dipenderà da Roma e Palermo. Ma le decisioni che arriveranno dai vertici regionali e nazionali potrebbero riscrivere anche gli assetti politici di Enna, a partire da una Forza Italia che nell’ultimo anno ha mostrato più di una crepa.