70° Marcinelle, standing ovation e pubblico in lacrime per la tournée in Belgio e Francia di “262 vestiti appesi”

Al termine dello spettacolo teatrale scritto e interpretato da Alessandro Idonea e con le musiche di Mario Incudine, dedicato alla “catastrofa” in cui morirono 262 minatori, le testimonianze di nipoti e familiari delle vittime. Vincitore del bando SIAE-PER CHI CREA 2025 promosso dal Ministero della Cultura e ideato, il lavoro è tornato nei distretti minerari tra la Vallonia e il Nord Passo de Calais. Il racconto agli universitari dei corsi di lingua e letteratura italiana. La tappa di Lille “saltata” per le proteste studentesche contro il governo


Standing ovation alla fine di ogni recita, il pubblico in lacrime, le testimonianze raccolte da nipoti e familiari sotto il palco a fine spettacolo, l’incontro del regista e del curatore del progetto “Septante Inside” con gli studenti dell’Università di Mons, nelle città del bacino minerario transfrontaliero della Vallonia e del Nord-Passo di Calais (oggi Alta Francia).

Con il grande favore del pubblico e della critica, si è conclusa in Belgio e Francia la tournée 2026 di “262 vestiti appesi”, spettacolo della compagnia teatrale G.A.G.S. (Giovani Attori per Giovani Spettatori) ideato da Alessandro Idonea. Vincitore del bando SIAE “Per chi crea 2025” del Ministero della Cultura italiano, lo spettacolo è stato ripreso con un nuovo cast artistico “under 35”, come prevede il bando, in occasione del 70° anniversario della catastrofe di Marcinelle.

 

“262 vestiti appesi” è una toccante pagina di teatro civile che rievoca il tragico incidente nella miniera di carbone del Bois du Cazier, dove l’8 agosto 1956 un violento incendio causò la morte di 262 minatori, 136 dei quali emigrati italiani (cinque i siciliani). Dopo il debutto nel 2014, gira ogni anno in tournée per i teatri europei accolto con entusiasmo e autentica commozione dal pubblico, anche grazie ai sottotitoli in francese del saggista e traduttore Jean Paul Manganaro, docente emerito dell’Università di Lilla. Il cast 2026 è composto da Alessandro Idonea e da tre giovani attori della scena contemporanea siciliana: Luciano Fioretto, Federica Fischetti e Luigi Nicotra, diretti da Aureliano Idonea.

 

La tournée ha preso il via l’1 ottobre proprio da Marcinelle, nel sito museale e memoriale del Bois du Cazier riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, realizzato nell’ex sito minerario teatro della strage, e ha dovuto fare i conti anche con i movimenti di protesta studentesca che nelle ultime settimane infiammano la Francia. Delle sei tappe in programma – Marcinelle, Blegny, Valenciennes, Amiens, Lilla, La Louvière – è infatti saltata, a causa della chiusura del Campus Pont-de-Bois che ospitava lo spettacolo al teatro The Globe, quella all’Università di Lilla, dove erano e sono in corso contestazioni e blocchi da parte degli studenti liceali e universitari contro le politiche governative in tema di istruzione.

 

Particolarmente significativa l’ultima tappa, quella dell’8 ottobre al Museo della Miniera e dello Sviluppo Sostenibile (MMDD – Musèe de la Mine et du Développement Durable) del Bois-du-Luc (La Louvière), altro sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, in Belgio, dove la compagnia ha incontrato cinquanta studenti dell’Università di Mons (UMONS), Facoltà di Traduzione e Interpretariato, corso di Lingua e Cultura italiana, guidati dalla prof. Mylena Piccinelli, nel corso di un seminario previsto dal progetto “Septante Inside” che ha accompagnato l’intera tournée.

 

In serata poi l’ultimo emozionante spettacolo, accolto da una standing ovation e dagli applausi liberatori del pubblico. Fra loro anche due italiani emigrati in Belgio e giunti in treno a Marcinelle proprio l’8 agosto 1956, lo stesso giorno della tragedia. Erano bambini e il padre sarebbe dovuto andare a lavorare in quella miniera. Un episodio, questo, che rivive proprio nel copione di “262 vestiti appesi”, drammaturgia di Maria Elisa Corsaro, con le musiche di Mario Incudine, ispirata al libro “Per un sacco di carbone” della giornalista Maria Laura Franciosi. La Franciosi, che negli anni Novanta lavorava a Bruxelles come corrispondente dell’Agenzia Ansa, è stata la prima giornalista a indagare sulla tragedia, collegata al patto governativo tra Italia e Belgio tristemente noto come “Uomini contro carbone”, che prevedeva l’invio di operai per le miniere in cambio di sacchi di carbone. Per la sua inchiesta ha raccolto per anni testimonianze e interviste fra i sopravvissuti. Franciosi era presente alla prima della tournée 2026 a Marcinelle.

DIDASCALIE

a – Da sinistra, Alessandro Idonea, Luigi Nicotra, Luciano Fioretto e Federica Fischetti

b – Con gli attori, protagoniste quelle valige simbolo dell’emigrazione

c – Un’altra scena del Tour 2026 dello spettacolo su Marcinelle

d – Le testimonianze dopo il debutto del primo ottobre

e- Idonea con gli studenti del corso di Letteratura italiana dell’Università belga di Mons