Enna calcio, Travagin frena sulla cessione: “Solo una manifestazione di interesse”

Nessun closing, nessun nome, nessun accordo. Dopo le indiscrezioni su due ex dirigenti della Vibonese pronti a rilevare l’Enna Calcio, Giancarlo Travagin frena e racconta la sua versione.

La verità di Travagin

Il presidente conferma che qualcosa si muove, ma molto meno di quanto si dica in città. “Ho ricevuto una manifestazione di interesse da parte di un mediatore di Caltanissetta, ma i possibili acquirenti non si sono ancora dichiarati”, spiega.
Dall’altra parte, a suo dire, la volontà c’è, le condizioni no: “Dicono di voler fare sicuramente l’acquisizione, ma non ci sono ancora i termini e le condizioni per farla”. Una precisazione che raffredda anche l’attesa alimentata sui social da un post di un tifoso, che per domani annunciava una “nuova compagine societaria” a Pergusa.
Travagin rivendica poi di aver tenuto in piedi la società in condizioni difficili. “Hanno pignorato il conto, hanno dato lo sfratto a Casa Enna, ho potuto operare solo con i miei soldi”, racconta. E aggiunge: “Non ho fatto neanche un debito, sto pagando tutto, non ho abbandonato i ragazzi. C’è solo demenzialità in giro, tutti sparano stupidaggini”.

L’affondo al sindaco

Il passaggio più duro è per il sindaco Mirello Crisafulli, ritenuto responsabile del “disastro”. “Prima si dimette il sindaco e io posso anche andare via tranquillo”, dice.

Pronto ad andare via con offerta seria

Poi, però, lascia una porta aperta: “Se domani arrivasse un’offerta seria, saluterei. Lo farei per il bene di Enna, dei tifosi, dello sport”. E parla di un “complotto” che, a suo dire, gli impedirebbe di andare avanti.
Non manca un capitolo sulla squadra. Il presidente racconta di aver portato a Enna tre giocatori, due provenienti dall’Udinese e uno dalla Serie A svizzera, andati via dopo una settimana. La ragione, sostiene, sarebbe la struttura che li ospitava: “Fatiscente, non si potevano fare la doccia, non c’era il refettorio, il tetto scassato ma di cosa parliamo”