Villa Romana, Messina difende Nicotra e punta sul rilancio turistico del territorio

Non si placano le polemiche attorno alla gestione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Questa volta a intervenire a sostegno del direttore del Parco archeologico, Carmelo Nicotra, al centro del dibattito dopo le critiche sollevate da Controcorrente e Partito Democratico, è l’assessore comunale alla Cultura e al Turismo e vicesindaco Ettore Messina.

Le parole di Messina

In una nota, Messina ripercorre le criticità che hanno caratterizzato negli anni la gestione del sito e rivendica la necessità di una strategia capace di collegare la Villa al resto del patrimonio culturale del territorio. “La Villa Romana del Casale non può vivere da sola”, scrive, indicando nella collaborazione tra istituzioni e Comuni una delle condizioni per rafforzare l’offerta turistica.

I dati sui flussi

Messina ricorda che nel 2006 il sito sfiorava i 700 mila visitatori all’anno. Successivamente, tra il 2007 e il 2012, il lungo periodo di restauri, chiusure e limitazioni avrebbe inciso sui flussi turistici. Da allora, osserva, è rimasto irrisolto anche il collegamento tra il complesso archeologico e il centro storico, distante circa quattro chilometri.

“Centinaia di migliaia di persone arrivavano alla Villa, visitavano i mosaici e ripartivano senza conoscere Piazza Armerina”, sottolinea l’assessore, evidenziando le opportunità economiche che una maggiore integrazione tra sito e città potrebbe generare per ristoranti, strutture ricettive e attività commerciali.

La difesa di Nicotra

Nel giudizio di Messina, la direzione Nicotra avrebbe impresso un cambio di passo proprio su questo fronte. “Un Parco Archeologico non deve essere un’isola amministrativa, ma il cuore pulsante di un sistema territoriale”, afferma, richiamando le attività di ricerca e scavo, le collaborazioni universitarie, le iniziative culturali e le aperture serali.

Queste ultime, secondo l’assessore, possono favorire una permanenza più lunga dei visitatori, incentivando cene, pernottamenti e visite al centro storico. Nella stessa prospettiva si inseriscono le iniziative espositive alla Villa e a Palazzo Trigona, comprese quelle dedicate a Igor Mitoraj e ai grandi protagonisti dell’arte contemporanea. Messina richiama anche il ruolo svolto dall’amministrazione comunale nella promozione del territorio, distinguendo le iniziative avviate negli anni dalle attività riconducibili alla direzione attuale.

La presa di posizione non equivale, tuttavia, a sostenere che ogni problema sia stato risolto. “Non significa che tutto sia perfetto. Non significa che non esistano problemi, criticità o interventi ancora necessari”, precisa Messina, che riconosce la legittimità del controllo e della critica, purché siano fondati e costruttivi.

Il passaggio più netto riguarda il giudizio personale sul direttore: “Per quanto ho conosciuto della Villa Romana del Casale, Carmelo Nicotra è il miglior direttore che io abbia visto alla guida di questo straordinario patrimonio culturale”.

Una valutazione che si inserisce nel confronto in corso sulla gestione del Parco, mentre restano centrali le questioni della conservazione, della manutenzione e dell’impiego delle risorse. Per Messina, la sfida è tenere insieme tutela e valorizzazione: “Amministrare un bene culturale non significa soltanto custodirlo, spendere il meno possibile o chiudere un bilancio. Significa tutelarlo, conservarlo, studiarlo, renderlo accessibile, valorizzarlo e farlo crescere”.

“Villa romana non appartiene ad una parte politica”

La conclusione dell’assessore è un invito a superare le contrapposizioni e a concentrare l’attenzione sulle prospettive del territorio: “La Villa Romana del Casale non appartiene a una parte politica, non appartiene a un direttore e non appartiene a un’amministrazione. Appartiene alla nostra storia e al nostro futuro”. Un richiamo alla collaborazione che, nel confronto tra critiche e difesa dell’attuale gestione, resta il nodo centrale per il futuro del patrimonio archeologico e turistico di Piazza Armerina.