Valguarnera, benedetto il nuovo altare del Centro sociale Papa Giovanni XXIII

Solenne cerimonia quella di domenica scorsa presso il Centro Sociale “Papa Giovanni XXIII” di contrada Marcato a Valguarnera: benedetto il nuovo altare con la celebrazione della Messa, presentato il piano di ristrutturazione della struttura e ripercorsa la sua storia.

Una giornata particolarmente speciale scandita dalla partecipazione del vescovo della Diocesi, Mons. Rosario Gisana. Ma non solo. All’evento hanno partecipato inoltre la comunità locale, il coro della Matrice, scout, confraternite e numerose autorità civili e militari: tra questi il sindaco Carmen Cutrona con parte della Giunta, il presidente del Consiglio comunale Carmelo Auzzino, il Vice Prefetto aggiunto Rosalia Mirrione, i Comandanti dei Carabinieri Lorenzo Giannuzzo e della Polizia Municipale Giuseppe Di Seri, la Superiora suor Alphonsa con le suore del Boccone del Povero e il cda della Fondazione.

Il nuovo altare, simbolo di condivisione

La liturgia, iniziata alle 18:00 e presieduta dal Vescovo, si è svolta all’aperto presso la grande croce che domina sul centro.

Il nuovo altare è un’opera essenziale ma ricca di significato spirituale e umano, frutto del lavoro corale di mani e culture diverse. Realizzato su un cippo in legno di cipresso scolpito dall’artista mazzarinese Salerno, presenta una mensa in pietra donata dalla ditta Dragone di Raddusa. La base poggia invece sul lavoro di alcuni giovani musulmani ospiti del centro, coordinati dal volontario Gino Cannolo.

La storia del Centro e la vocazione all’accoglienza

Nell’omelia, Mons. Gisana ha ripercorso la storia della casa — fondata nel 1971 da don Agatino Acireale e oggi rinnovata sotto la guida di don Samuel La Delfa —, richiamando la sua forte vocazione all’accoglienza universale e al dialogo interreligioso e sottolineando soprattutto la vocazione del centro ad accogliere tutte le forme di povertà, senza alcuna distinzione, tanto che il centro oggi ospita diversi cittadini di fede musulmana.

Un messaggio reso concreto anche dall’allestimento dell’altare, alla cui preparazione ha collaborato attivamente una donna musulmana insieme alle volontarie.

Il ricordo di fratel Biagio Conte

Particolarmente toccante è stato poi l’intervento di don Samuel La Delfa, presidente del Centro, che con commozione ha ricordato il legame con fratel Biagio Conte e l’insegnamento umano ricevuto dagli ultimi, ringraziando la propria famiglia e i collaboratori, definendoli affettuosamente «folli».

Il progetto di riqualificazione della struttura

La giornata si è conclusa con l’illustrazione del progetto di riqualificazione curato dall’architetto Antonio Calì, affiancato dall’ingegnere Massimo Giarrizzo e dal geometra Felice Profeta: un piano di interventi pensato per ampliare gli spazi di ospitalità e solidarietà per l’intero territorio, per il quale si sta ora lavorando alla ricerca dei finanziamenti necessari.