Diga Ancipa, Renata torna a Troina per vedere la lapide del padre morto sul lavoro nel 1952
Troina - 27/10/2026
A chi si trova a passare dalla diga Ancipa, può capitare di ritrovarsi di fronte a scene come questa, che si vede nella foto, che ritrae due persone che si abbracciano davanti alla lapide con i nomi, età e paese di provenienza dei 48 lavoratori che persero la vita nella costruzione della diga e delle gallerie connesse negli anni dal 1949 al 1955.
La lapide in memoria dei 48 lavoratori
La lapide è stata installata dal Comune di Troina il 10 ottobre, sulla Rocca che dà il nome alla diga. Di quei 48 lavoratori sfortunati, in gran parte giovani, solo 11 erano di Troina. Gli altri 37 provenivano da tutte le parti d’Italia.
Tra questi, Antonio Piazzetta di Montebelluna, in provincia di Treviso. Aveva 29 anni quando, il 25 gennaio 1952, morì lavorando nel tratto della galleria lunga 7 km che si trova in contrada Calamaro.
La storia di Antonio Piazzetta e della figlia Renata
Lasciava la giovane moglie Virginia Cervi, di 29 anni, e la figlia Renata di due anni. Ritrovarsi all’improvviso orfana a 2 anni e vedova a 29 anni, negli anni ’50 del secolo scorso, fu una drammatica e dolorosa esperienza per Renata e Virginia. Renata ha vissuto la sua infanzia in un orfanotrofio di cui non conserva un bel ricordo.
Il ritorno a Troina per vedere il nome del padre
Renata, che adesso di anni ne ha 76, avrebbe voluto esserci alla scopertura della lapide del 10 ottobre, ma per le sue malferme condizioni di salute, che l’obbligano a reggersi sul bastone, non le è stato possibile.
Eppure, non ha rinunciato a venire a Troina per vedere la lapide con il nome di suo padre.
Così, alcuni giorni fa, è venuta in Sicilia, dove ad accoglierla c’è una giovane docente di lingua francese, Valentina Di Stefano, di Acireale, che ha insegnato a Montebelluna.
Da Acireale, Valentina e suo padre hanno accompagnato in macchina Renata a Troina per vedere la lapide.
L’abbraccio davanti alla lapide della diga Ancipa
Prima di andare alla diga Ancipa, Renata è stata accolta dal sindaco Alfio Giachino con la sua giunta al Comune. Subito dopo, Renata e i suoi amici acesi e troinesi sono andati alla diga, distante dal centro urbano una manciata di chilometri. Qui, davanti alla lapide, tutti insieme hanno vissuto momenti di forte commozione. Renata, con le lacrime agli occhi, ha abbracciato un suo fraterno amico.