Enna calcio, Travagin saluta e punge Crisafulli: “Ora tutti liberi ed a Pergusa arriverà il mare”

Sipario sull’esperienza di Giancarlo Travagin alla guida dell’Enna Calcio. L’imprenditore lombardo lascia la società, ceduta al gruppo di imprenditori ennesi guidato da Filippo Garofalo, e affida a un comunicato il suo ultimo saluto alla città. Un congedo nel quale non mancano i ringraziamenti, ma neppure una stoccata finale destinata a far discutere.

“Lascio Enna a testa alta”

«Ora tutti liberi», esordisce Travagin. Poi l’elenco delle persone che gli sono state vicine: Domenico Panico, mister Cimino, calciatori, staff, preparatori e professionisti che lo hanno accompagnato nella gestione delle difficoltà burocratiche. «Lascio Enna a testa alta», scrive, rivendicando di avere operato «con professionalità e con il cuore attaccato ai colori, al buon nome della città e della gente ennese».

Gli scontri con Crisafulli

Un bilancio personale che l’ex presidente accompagna con un augurio alla nuova dirigenza, chiamata adesso a raccogliere un’eredità tutt’altro che semplice. Ma nel suo congedo c’è un destinatario che non compare nell’elenco dei ringraziamenti: il sindaco Mirello Crisafulli.

Tra i due, inizialmente, era stato un rapporto di collaborazione e reciproca fiducia. Poi le incomprensioni, le promesse contestate, la questione dello stadio e una frattura diventata pubblica. Travagin individua proprio nel primo cittadino il suo «unico rammarico», accusandolo, nella propria ricostruzione, di non avere mantenuto la parola data.

Una contrapposizione che aveva già avuto un’appendice significativa: poco più di un mese e mezzo fa Crisafulli aveva annunciato di avere dato mandato ai propri legali di presentare querela contro Travagin per le dichiarazioni relative alle presunte promesse mancate. Uno scontro che, dunque, potrebbe avere ancora sviluppi in altre sedi.

Il sarcasmo dell’ex presidente

Ma Travagin non rinuncia all’ultima ironia: «Ora penso che a Enna arriverà il mare e ci sarà il porto, grazie al sindaco. Attendiamo fiduciosi il primo traghetto per Pergusa” Una battuta che riassume il clima ormai deteriorato tra i due.

Adesso, però, la scena passa a Garofalo e ai nuovi imprenditori ennesi. Per loro comincia il lavoro più importante: dare stabilità al club, rilanciare il progetto sportivo e restituire alla squadra una casa. Perché le polemiche possono anche riempire le cronache, ma l’Enna ha bisogno soprattutto di calcio, certezze e di uno stadio finalmente disponibile.