Enna. Muore il suo uomo ed esce fuori di testa e stazione all’Umberto I
Enna-city - 26/02/2012
Enna. Il suo uomo è morto circa un mese fa, ma lei non riesce a capitarsi della sua morte, continua a cercarlo, si vede benissimo che è completamente totalmente destabilizzata. Da qualche giorno una donna di circa 40 anni, originaria del Catanese ma che viveva col suo compagno a Enna bassa, non vuole lasciare l’ospedale Umberto I, il posto dove sostiene che potrà avere notizie del suo uomo, 56 anni, deceduto un mese fa in un piccolo locale, dove s’era rifugiato assieme alla donna accanto alla chiesa di Sant’Anna per ripararsi dal freddo. Lei non vuole accettare la morte del suo compagno, morto probabilmente per cause naturali e da diversi giorni sta con una coperta davanti al laboratorio di analisi dell’ospedale Umberto I. A chi gli fa domande risponde che suo marito è vivo pretendo di vederlo. I medici, i tecnici di laboratorio, gli infermieri, gli ausiliari che le passano qualcosa per mangiare, su segnalazione del presidente regionale dell’associazione per la sicurezza e la legalità dei cittadini Lillo Favata (presidente nazionale è il generale dei carabinieri Antonio Pappalardo). “Abbiamo dato un minimo di supporto psicologico e materiale a questa signora – afferma Lillo Favata – ma a questo punto ci aspettiamo che le istituzioni facciano la loro parte”. Lillo Favata, ieri mattina, ha cercato di mettersi in contatto con l’assessorato comunale alle Politiche Sociali per vedere come poterla aiutare. Il problema più difficile è che lei non vuole credere che il suo compagno sia morto e continua a vagare nel primo piano dell’ospedale. La gente le passa accanto senza dirle niente. Lei sta seduta, senza alcuna intenzione di abbandonare il suo “presidio”. Ieri mattina il Comune, attraverso i vigili urbani, con molto tatto e professionalità le ha offerto un trasferimento in una casa di riposo, ma lei non ne vuole sapere vuole rimanere al suo posto, sostiene che deve rimanere lì perché aspetta il suo uomo. L’altro ieri notte è dovuta intervenire una volante della polizia, allertata perché si temeva avesse una crisi di nervi.