Convegno ad Enna su: “La Resistenza, ieri, oggi, domani”
Enna-city - 22/04/2012
“Ragazzi, è accaduto qualcosa di gravissimo: praticamente la Costituzione costruita dalla Resistenza non c’è più. Non se ne accorgono i partiti, i sindacati, le associazioni di massa, ma non se ne accorge neanche il Presidente della Repubblica”. Lo afferma il prof. Carlo Marino, docente di Storia contemporanea all’Università Kore, nel corso del convegno “La Resistenza, ieri, oggi, domani”, promosso dall’associazione ‘Protagonismo Universitario’, riferendosi al ‘Ddl’ di riforma dell’articolo 81 della Carta, approvato in Senato, che sancisce il principio del pareggio di bilancio. “Una revisione –ha detto Marino- che distrugge il senso dell’art. 1 della Costituzione e che mina non soltanto la sovranità, ma anche la capacità che lo Stato possa proporre deficit adeguato alle esigenze, per risolvere i problemi del lavoro, della giustizia, del vivere secondo quanto la totalità dei cittadini di volta in volta decide attraverso il libero uso del suo libero conto”. L’incontro, una riflessione sui valori della lotta partigiana e su quanto questi principi incidano sulla nostra convivenza civile, si è svolto in un’aula della facoltà di Economia della Kore con la partecipazione del presidente regionale e provinciale dell’Anpi, Ottavio Terranova e Arturo Giunta, e del prof. Frank Ferlisi, docente di lettere di Palermo. Al dibattito, moderato dalla giovanissima Chiara Stella Capuano, hanno partecipato gli studenti della Kore. A loro si sono rivolti i relatori raccontando la Resistenza, toccando quei temi oggi sempre più alla ribalta: la politica malata, i partiti svuotati di valori, la difficile convivenza civile. Ma un antidoto a questo disfacimento sociale c’è e sono i valori della Resistenza e della Costituzione che quella lotta incarna nei sui principi fondamentali. “Bisogna ripartire da gruppi coesi e consapevoli –ha aggiunto ancora Marino- che facciano da leva della coscienza politica”. Anche il prof. Ferlisi ha sottolineato l’importanza di parlare di Resistenza per richiamarne i valori e l’attualità. “La crisi che stiamo vivendo –ha detto- è la crisi della classe dirigente del nostro Paese che ha occupato ogni forma di potere fine a sè stesso. La politica ha delegato alla grande finanza e alle grandi banche la gestione della politica economica”. Quindi ha parlato di “borghesia mafiosa che si infila dentro i ranghi della sfera pubblica, che rosicchia tutto quello che può rosicchiare” e che per contrastarla “c’è bisogno di una nuova resistenza, ma anche di una nuova classe dirigente”. Il presidente Terranova ha invece ricordato il grande contributo dei meridionali e dei siciliani alla Resistenza. “Contributo –ha ricordato Terranova- che poi è confluito nelle lotte contadine del dopoguerra che con 52, tra sindacalisti e militanti, uccisi dalla mafia e dagli agrari, si può considerare la Resistenza del meridione. Riscoprire –ha concluso- la memoria e l’entusiasmo di chi combatteva per la libertà e difendere la Costituzione sono i compiti dell’Anpi”.
Pietro Lisacchi
Da sinistra Capuano, Ferlisi, Marino, Terranova e Giunta