Emergenza rifiuti. Provincia Enna: chiusa discarica di Cozzo Vuturo, polemico Sindaco Garofalo con presidente Monaco
Enna-Provincia - 09/05/2012
Enna. Da venerdì mattina è stata chiusa, su disposizione dell’assessorato regionale Territorio ed Ambiente, la discarica di Cozzo Vuturo, a cinque chilometri da Enna, per cui i rifiuti solidi urbani dei venti comuni dell’ennese dovrebbe essere inviati in altre discariche che sono state autorizzate a riceverli. L’Ato Rifiuti ha dovuto cercare con urgenza soluzioni percorribili, quindi la ricerca di discariche autorizzate che, ovviamente, si trovano fuori provincia e, quindi, con un aggravio di spese enormi. L’interesse dell’Ato Rifiuti è caduto su una discarica consociata di Gela dove andrebbero a depositare i rifiuti solidi Piazza Armerina, Barrafranca e Pietraperzia, mentre gli altri comuni dovrebbero portare i loro rifiuti in due discariche che si trovano nel catanese, a Motta Santa Anastasia e a Catania. Due discariche che, essendo private, devono essere pagate in contanti con tutte le conseguenze del caso tenuto conto dello stato deficitario in cui versa l’Ato Rifiuti ennese. L’Assemblea dei sindaci, che ha sempre affrontato il problema discarica con sufficienza, nell’ultima convocazione, ha preferito disertare e non discutere l’argomento, pur sapendo che c’era pericolo di chiusura della discarica di Cozzo Vututo. Nessuno si è interessato presso l’assessorato per avere l’autorizzazione a continuare ad abbancare i rifiuti nella discarica di Cozzo Vuturo, così come è stata concessa l’autorizzazione a Palermo per la discarica di Bellolampo, e così ora Enna sta vivendo dei momenti difficili, non facilmente superabili. Ci sarebbe l’opportunità in parte di utilizzare l’impianto di Gagliano per la selezione dei rifiuti, magari quelli dei paesi vicino, ma in questo campo continua il silenzio. Oggi potrebbe arrivare l’autorizzazione ad ampliare la discarica, utilizzando la vallecola vicina,visto che c’è un progetto approvato ed un finanziamento di circa tre milioni, ma questi lavori di ampliamento dureranno almeno un anno, per cui non c’è una soluzione immediata. Allora bisogna che qualche componente l’assemblea dei sindaci si muova con una certa speditezza e riesca ad ottenere un prolungamento di alcuni mesi per l’utilizzo della vecchia discarica in modo da non penalizzare economicamente i comuni, che dovranno necessariamente recarsi fuori provincia per smaltire i rifiuti.
Il sindaco di Enna, Paolo Garofalo dichiara essere incomprensibile la decisione unilaterale del Presidente della Provincia, Giuseppe Monaco, di revocare l’ordinanza che egli stesso aveva emesso per potere abbancare i rifiuti dei comuni dell’ennese in contrada Cozzo Vuturo. In verità su questo argomento le cose sono diverse perché è stato il Ministero dell’Ambiente che ha obbligato il presidente Monaco a firmare l’ordinanza di chiusura, dopo che è stato presentato un ricorso che è stato respinto. “Da allora, nonostante il Ministero non avesse intimato nessuna revoca del provvedimento, il Presidente Monaco faceva circolare la voce che comunque avrebbe revocato il proprio stesso provvedimento – dichiara il sindaco Paolo Garofalo – Allarmati alcuni sindaci, abbiamo chiesto all’Ato di convocare una Conferenza dei Sindaci. In quella occasione, si è registrata l’unanimità nelle seguenti decisioni: 1) provvedere ad incontrare i tecnici del Ministero per spiegare che non c’era nessuna discarica nuova in provincia e che Cozzo Vuturo aveva già ricevuto la certificazione AIA per l’ampliamento della stessa 2) impugnare al Tar l’annunciata (dal Presidente) richiesta ufficiale di revoca da parte del Ministero 3) allertare il Commissario Regionale per l’emergenza rifiuti che, nel caso in cui si dovesse obbligatoriamente procedere alla chiusura di Cozzo Vuturo, mettesse in essere tutti gli atti amministrativi per abbancare fuori provincia, evitando una situazione di crisi. Su questa argomento c’è stato il pronto impegno del presidente Monaco che in 12 ore ha ottenuto dal presidente della Regione Lombardo di poter abbancare fuori provincia a Catania e Gela”.
Per Paolo Garofalo questo ha determinato un indebolimento dei rapporti con i Sindaci oltre che un indebolimento dell’azione che i sindaci avevano programmato a favore delle comunità amministrate, considerato che scaricare fuori provincia costerà più che farlo a Cozzo Vuturo. “Potrei capire – dice Paolo Garofalo – che dobbiamo difenderci dal Governo Nazionale che deve recuperare somme e affida ai Sindaci il compito di esattori delle tasse; potrei capire che dobbiamo sopportare i tagli dello Stato e della Regione Siciliana. Ma non riesco proprio a capire perché dobbiamo difenderci anche dal Presidente della Provincia che impone nuovi costi ai cittadini, crea una crisi nella raccolta dei rifiuti e soprattutto non ha voluto nemmeno provare a risolvere una questione che era risolvibile”.
“Ho già chiesto al Presidente dell’Ato – conclude Paolo Garofalo – di convocare una Assemblea dei soci, per discutere la vicenda e mi auguro che stavolta intervenga direttamente il Presidente della Provincia, non solo per spiegare per quale motivo sta contribuendo a mettere in ginocchio i comuni della sua provincia, ma anche per onorare i rappresentanti della comunità che lo ha eletto al prestigioso ruolo che ricopre”.