Enna Bassa. Caditoie otturate, esplodono i tombini

Basta qualche ora di pioggia battente per trasformare Enna bassa in un alternarsi di laghetti e fiumi. Ieri mattina è stata la vera prima giornata della “stagione delle grandi piogge” e a Enna bassa sono ormai più che palesi gli effetti che eventi temporaleschi, seppur minimi, sono capaci di apportare alle strade. Come più volte documentato da altri nostri articoli infatti, la manutenzione di graticole, caditoie e tombini delle acque piovane è pressoché inesistente e questo comporta, ovviamente, le conseguenze che tutti i cittadini conoscono e che si ripresentano ogni qual volta si verifica un temporale.
Eppure, in una località come la nostra, con forti pendenze, dovrebbe risultare più semplice, per l’amministrazione, riuscire a gestire il fenomeno senza che questo crei puntualmente disagi per la popolazione. Invece, sembra che la politica faccia orecchio da mercante, preferendo non affrontare la problematica in questione e quanto “immortalato” in foto, ne è la prova inconfutabile. In viale delle Olimpiadi, e precisamente nei pressi della diramazione per alcune facoltà dell’università Kore, la piscina comunale e il campetto di atletica “Pregadio”, vi è un tombino che è da qualche anno ad ogni acquazzone si alza rovinosamente vomitando acqua e non si sa se quale altra cosa. Un tombino che potrebbe rappresentare un pericolo per gli automobilisti i quali, considerata la poca visibilità causata dalla pioggia battente, potrebbero finirci sopra. Non solo. A ogni pioggia, attorno al tombino, nella carreggiata si forma un avvallamento e non è colmandolo con un pò di asfalto, come avviene di consuetudine, l’ultimo è di qualche settimana, che si risolve il problema.
I disagi non sono solo per gli automobilisti, ma anche per le centinaia di studenti che si recano a piedi alla Kore. Per non parlare del lago che si forma nella via dello Sport che costeggia “Pregadio” e nella Pergusina nei pressi della biforcazione Ospedale, Piazza Armerina, dove sia per i cittadini che per i ragazzi della scuola media Savarese è impossibile utilizzare l’unico marciapiede esistente, di cui abbiamo dato notizie la settimana scorsa.
Giacomo Lisacchi