Enna: Interrogatorio del geometra della Provincia arrestato per mazzette

Enna. Un interrogatorio durato quasi tre ore, quello del geometra Nicola Di Bari, 53 anni di Catenanuova, dipendente della Provincia regionale, arrestato ieri mattina dai Carabinieri del comando provinciale perché accusato di concussione, corruzione ed estorsione. Le indagini avevano accertato che lo stesso percepiva delle somme da parte di quattro imprese per avere assegnati dei lavori su strade provinciali del territorio ennese. Ad interrogarlo è stato il Gip Ottavio Sferrazza presso il tribunale di Caltanissetta alla presenza degli avvocati difensori Gianpiero Cortese e Luigi Ticino, quest’ultimo in sostituzione dell’avvocato Francesco Tavella. Nicola Di Bari, nel corso del suo interrogatorio, ha ammesso le sue responsabilità, ha anche dichiarato che i soldi ricevuti dalle imprese, alle quali venivano affidati i lavori, erano a volte un regalo a volte un prestito perché temporaneamente in difficoltà ma per certi aspetti ha dichiarato che c’era un rapporto di fiducia con queste imprese che eseguivano i lavori per conto della Provincia, per cui gli veniva facile chiedere questi favori. Di altre situazioni, che si sono verificate nel 2005, il geometra Di Bari non ricordava i procedimenti e le richieste fatte alle imprese. Nel corso dell’interrogatorio ha escluso categoricamente l’inserimento della mafia in questa vicenda e non sapeva che una delle quattro ditte, quella di Aidone era vicina a Cosa Nostra. Le indagini dei carabinieri del reparto operativo del comando provinciale, comunque, continuano, perché si stanno valutando tutti i lavori di somma urgenza o di contratto aperto che il geometra Di bari gestiva in quanto componente del settore viabilità, se ci sono state altre imprese edili che sono coinvolte in questa vicenda e se soprattutto ci sono dei complici.
Strade provinciali sotto controllo da parte del geometra capo della Provincia, Nicola Di Bari; strade provinciali dove i lavori di somma urgenza veniva fatti con grande discrezionalità ed a seconda delle esigenze del funzionario, che aveva competenza in un territorio vasto della provincia come Assoro, Leonforte, Agira e Nissoria ed a scavalco le strade provinciali del territorio di Aidone, che erano di competenza di un altro geometra. In particolare le strade provinciali sulle quali si sono svolti lavori di somma urgenza: strade provinciali del territorio di Aidone erano le provinciali la 72 che collega contrada Baccarato, 14 (Poggio Rosso, Toscano) e 37 (bivio Rasalgone-Poggio Rosso), quelle di Leonforte la 39 (Leonforte-Erbavusa) e la 58 (Leonforte-Portella Creta), la 7/a in territorio di Assoro collega la statale 192 con la statale 121 in prossimità della stazione di Pirato, mentre la 62 è la strada provinciale Milocca-Calderai. Le strade ex comunità Montana riguardavano i comuni di Agira, Assoro, Leonforte e Nissoria. Si tratta di strade che hanno bisogno sempre di interventi di somme urgenza in quanto si trovano in territorio franoso, come per esempio quella di Erbavusa, che collega Leonforte, Enna e Calascibetta. La precarietà ed il degrado di queste strade provinciali ed ex comunità montane consentivano al geometra Nicola Di Bari di intervenire con lavori di somma urgenza o a “contratto aperto”, che venivano affidati con discrezionalità e ad essere preferita era quasi sempre un’impresa edile molto vicina a Cosa Nostra, che nel giro di pochi mesi, aveva avuto affidati ben cinque lavori ed era quella che pagava profumatamente, solo che questa continua assegnazione aveva creato malcontento nelle altre imprese che venivano chiamate ad eseguire lavori di somma urgenza. Queste “chiamate particolari” venivano pagate con denaro contante oppure con materiale edile come cemento armato, mattonelle ed altro materiale edile, oppure il prestito temporaneo di scavatori, impastatrici per eseguire lavori di ristrutturazione nella sua abitazione di Catenanuova. Le intercettazioni ambientali, effettuate dai carabinieri del reparto operativo, sono state utili in quanto Nicola Di Bari, quando chiedeva o riceveva soldi parlava a voce alta con se stesso, contando anche i soldi.
Soldi in contanti, che variavano da 500 a 10 mila euro, lavori di ristrutturazione o la concessione di materiali e mezzi per la ristrutturazione della sua abitazione di Catenanuova, lavori di strada di accesso per un suo amico. Erano queste le continue richieste che il geometra capo della provincia regionale, Nicola Di Bari, faceva alle imprese edili, alle quali affidava di continuo lavori di somma urgenza da effettuare nelle strade provinciali e nelle strade ex montane di sua competenza. Chi non rispondeva a queste richieste del geometra capo di Catenanuova in maniera positiva non aveva lavori, visto che a gestire l’assegnazione era proprio lui. In questo senso le ditte erano vittime del funzionario provinciale, il quale, in caso di risposta negativa, non aveva problemi ad escluderli dall’assegnazione, che venivano fatti dal settore viabilità della Provincia regionale e che arrivavano sino a 250 mila euro. Le indagini del nucleo investigativo-reparto operativo del comando provinciale dei Carabinieri, diretto dallo stesso comandante provinciale, colonnello Michele Di Martino e dal colonnello Vinenzo Cubisino, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Roberto Condorelli della DDA di Caltanissetta, sono partiti nel 2005 perché, svolgendo un’indagine su un’impresa edile in odor di mafia si sono accorti che molti lavori di somma urgenza veniva svolti da questa impresa, rispetto ad altre che avevano appena un lavoro ogni tanto. “Proprio l’indagine su questa impresa in odor di mafia – ha dichiarato il colonnello Michele Di Martina – ci ha portato ad indagare sul funzionario addetto alla viabilità e su i suoi movimenti bancari ed alla fine siamo riusciti a scoprire tutto quello che girava attorno al geometra capo, Nicola Di Bari, alle sue scelte nell’assegnazione dei lavori, all’esame dei conti bancari, alle intercettazioni ambientali e telefoniche”. Il prezzo per l’assegnazione dei lavori di somma urgenza variava da 500 a 10 mila euro, da consegnare in contanti e particolare curioso, mentre contava i soldi ricevuti dalle imprese, il geometra di Catenanuova cantava canzoni del suo omonimo, il pugliese Nicola Di Bari. Il capitano Ettore Minniti ha lanciato un appello alle imprese che hanno lavorato sulla viabilità per conto della Provincia, di farsi sentire qualora avessero ricevuto richieste di soldi o minacce da parte del funzionario arrestato. Tra le righe è stato evidenziato che il numero di telefono ed altri riferimenti di Nicola Di Bari sono stati trovati in un’agenda di Raffaele Bevilacqua, capo riconosciuto della famiglia di Cosa Nostra, che aveva un figlio che gestiva un’impresa edile, ma allo stato attuale non risulta che siano stati assegnati lavori a questa impresa nel periodo indagato dai carabinieri. Le accuse per Nicola Di Bari, sono di concussione, corruzione ed estorsione, e dopo le formalità di rito, è stato trasferito nelle carceri di Enna, dove rimarrà in cella di isolamento per qualche giorno.