Nicosia. Carabinieri scoprono truffa alla Comunità Europea per 146mila € sequestrati beni a imprenditore agricolo

Una operazione condotta dal Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno coordinata dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Nicosia Fabio Scavone, è scaturita da un’approfondita analisi della documentazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e dei rilievi aero-fotogrammetrici del territorio, che hanno potuto accertare false dichiarazioni aziendali e falsi contratti di affitto di terreni, con i quali l’azienda agricola ha truffato l’AGEA ottenendo illecite erogazioni per oltre 146.000,00 euro. La truffa messa in atto dall’imprenditore agricolo è consistita nell’ampliare in maniera significativa la consistenza aziendale, al fine di acquisire maggiori “titoli P.A.C.”, e quindi maggiori contribuzioni comunitarie, attraverso la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate di Nicosia, di falsi contratti di fitto di terreni ubicati nella provincia di Enna, recanti firme false, in particolare quella del proprietario di alcuni fondi rustici, deceduto oltre vent’anni prima.
L’esito dell’attività investigativa stabiliva inequivocabilmente che l’indagato non solo non aveva la disponibilità di detti fondi, ma soprattutto non aveva diritto al pagamento del premio che, pertanto, percepiva illecitamente. Infatti, secondo quanto stabilito dai regolamenti comunitari in vigore, in merito alla c.d. ”Dichiarazione eccessiva intenzionale”, qualora l’agricoltore intenzionalmente dichiari di possedere una superficie aziendale superiore a quella realmente disponibile, l’aiuto previsto per quell’annualità non viene riconosciuto, comportando l’esclusione da ogni beneficio e rendendo quindi nulle le istanze medesime.
L’attività ha visto quindi il deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare dell’azienda per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e il contestuale provvedimento, disposto dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Nicosia, del sequestro di beni, per l’importo equivalente alla frode accertata, che ha riguardato conti correnti, immobili e terreni accertati nella propria disponibilità nel Comune di Nicosia.