Valguarnera. Automobilisti litigano, poi denuncie e controdenuncie, assoluzioni e condanne per lesioni
Enna-Cronaca - 26/06/2013
Enna. Si è conclusa dopo quattro anni una vicenda, nata a Valguarnera da uno scambio di occhiate, mentre i protagonisti si trovavano alla guida delle proprie auto. Sguardi “assassini” che poi si sono trasformati in veri atti di violenza, con accuse da ambo le parti e quindi con denuncie e controdenuncie. Per una delle parti interessate si è rivelata una specie di ritorsione ai danni dell’altra. Dapprima le cinque persone P.R., P.G., P.G. , I.A. e I.G di Valguarnera sono state rinviate a giudizio con accuse plurime di violazione di domicilio, danneggiamento ed altro ancora, quindi sono state assolte dal Tribunale di Enna che ha ritenuto, con ampia sentenza assolutoria, non sussistenti i fatti. Tutte cinque le persone sono state difese dall’avvocato Lorenzo Caruso, hanno ottenuto il riconoscimento della loro estraneità ai fatti a seguito di una denuncia formulata dai contendenti, unici responsabili di gravi violazioni di legge nei loro confronti, contrapposti in una faida familiare con gravi conseguenze a loro carico. Invece per S.G.S., S.R. e S.P. è stata pronunciata sentenza di condanna alla pena di mesi sette per il primo, e quattro mesi di reclusione per gli altri due protagonisti con pena sospesa, pagamento delle spese processuali, risarcimento dei danni patiti dalle parti civili, P.G. e P.G., spese di giudizio, in complessivi diecimila euro, per avere colpito con un bastone, calci e pugni, l’auto di P.G., costringendolo ad interrompere la marcia, il solo S.G.S. per avere quest’ultimo, in concorso con S.R. e S.P., cagionato lesioni personali a P.G. e P.G. colpendoli con calci, pugni e percosse. All’esito dell’istruttoria dibattimentale, che ha visto deporre un considerevole numero di testimoni valguarneresi, gli innocenti P.R., P.G. e P.G., non soltanto hanno concluso la vicenda in modo a loro favorevole con sentenza assolutoria, ma hanno anche assistito a determinazioni del Tribunale di Enna circa alcuni testimoni, che deposero sostenendo la loro colpevolezza, deferiti alla Procura della Repubblica per determinazioni del caso.