Mafia. Turi Seminari chiede la restituzione dei suoi beni
Enna-Cronaca - 17/12/2013
La Corte di Appello di Caltanissetta il prossimo 16 gennaio si riunirà in udienza per esaminare la richiesta fatta da Turi Seminara, ritenuto dalla Dda di Caltanissetta come il responsabile provinciale della famiglia di Cosa Nostra, di avere restituito i beni, per un valore di circa dieci milioni di euro, che gli sono stati confiscati. Attualmente l’imprenditore agricolo di Mirabella Imbaccari si trova in libertà in attesa di giudizio ma sul suo capo pende l’accusa di associazione mafiosa aggravata, dopo che la condanna a 6 anni è stata annullata dai giudici della Corte di Cassazione. Il suo difensore, Francesco Azzolina, si è fatto avanti con un ricorso ben articolato, chiedendo che i beni in possesso di Seminara non solo non hanno un valore di dieci milioni di euro ma intorno al milione di euro, ma soprattutto sono beni che lo stesso Seminara ed i suoi familiari hanno accumulato con la loro attività di imprenditori agricoli; non ci sarebbero tracce di impiego di utilizzo di denaro proveniente da attività illecite. La Dia di Caltanissetta e i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale ennese, intanto, questi beni li hanno congelati e si tratta di aziende agricole, appartamenti a Mirabella Imbaccari e Piazza Armerina, alcuni conti correnti in banca. La confisca dei beni è stata emessa dal tribunale collegiale di Enna, presieduto da Elisabetta Mazza, che ha accolto positivamente la richiesta fatta da Roberto Condorelli pm della Dda di Caltanissetta.Tra un mese, dunque, si aprirà il procedimento di confisca beni, che è stato iniziato assegnando la delega agli uomini della Dia di Caltanissetta, diretti da Gaetano Scillia e dal comandante provinciale dei carabinieri Baldassare Daidone. Il provvedimento ha riguardato tre aziende agricole, un allevamento con un migliaio di capi di bestiame.