Le rapine ai commercianti controllate dalla mafia di Aidone e Piazza Armerina

Nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario avvenuta la scorsa settimana a Caltanissetta si è parlato anche dell’attività della Dia nissena nel territorio di Enna con la collaborazione della squadra mobile e del comando provinciale dei carabinieri. Nel corso del semestre ci sono state delle indagini di polizia che hanno consentito di accertare l’attività della famiglia di Cosa Nostra di Enna, e specificamente del gruppo che controlla i territori di Aidone e Piazza Armerina. Infatti è emerso che gli arrestati, ritenuti a capo del clan già particolarmente attivo nel campo delle estorsioni, non disdegnavano di organizzare anche rapine a danno di commercianti. Nell’ambito del contrasto all’accumulazione di patrimoni illeciti, c’è stata il sequestro di imprese, beni mobili e immobili, eseguita dalla Dia e dai carabinieri di Enna, nei confronti del presunto referente provinciale di Cosa nostra Salvatore Seminara, beni che ammontano a circa 10 milioni di euro.
Inoltre nel primo semestre del 2013 non si è registrato alcun caso di usura, sfruttamento della prostituzione o pornografia minorile, oppure attentati, associazioni finalizzate allo spaccio di stupefacenti, associazioni mafiose; si sono registrati un solo caso di estorsione, tre incendi, cinque rapine, nove danneggiamenti seguiti da incendi, ventotto danneggiamenti. Sono tutti dati in calo rispetto al semestre precedente, anche se va considerato che in realtà, riguardo al traffico di stupefacenti, c’è stata almeno un’operazione, denominata «Nickname» condotta dal commissariato di Leonforte nel giugno 2013. Dunque all’interno del semestre in esame della Dia si evidenzia la presenza di organizzazioni, anche più o meno direttamente collegate a Cosa Nostra.