A Barrafranca iniziati gli interrogatori per l’omicidio di Morabito
Enna-Cronaca - 11/02/2014
Nel giro di 48 ore gli interrogatori presso la caserma dei carabinieri di Barrafranca sono stati tanti a cominciare dalle persone che si trovavano all’interno del “Bar 2000” domenica mattina, intorno alle 9,10,quando il killer è entrato e senza problemi ha sparato quattro colpi di pistola 7.65, inseguendo Antonino Morabito, 41 anni sposato con due figli, sino a dietro il bancone per finirlo e poi tranquillamente è andato via. Uno dei colpi ha colpito Morabito alla testa, un altro si è conficcato nel bancone del bar. Ovviamente si stanno interrogando parenti ed amici per ricostruire le ultime giornate del titolare del bar di via Garibaldi, per vedere se da questo esame possa uscire qualche pista concreta sulle motivazioni dell’omicidio e se questo è legato all’attentato che lo stesso ha subito nel marzo del 2012 quando fu accoltellato da due aggressori e ridotto in fin di vita, poi salvato dai medici dell’ospedale di Palermo. Più di venti persone sono stati interrogati per ore e gli indizi che sono venuti fuori, nonostante il massimo riserbo, sono veramente pochine.Si segue qualsiasi pista a cominciare dalla vendetta personale, a problemi di carattere economico, addirittura si segue la pista legata al “racket dei videopoker”, che chi li gestisce vorrebbe imporre agli esercizi commerciali l’installazione di questi videopoker ed incomincia a nascere qualche movente da collegare con problemi legati alla famiglia di Cosa Nostra, perchè l’esecuzione di Morabito è tipica del mondo mafioso. Vero è che Antonio Morabito non aveva precedenti penali ne amicizie pericolose però c’è un omicidio che è stato portato a compimento. è stato eseguito da un professionista, che è entrato con tranquillità dentro il bar, travisato, poi se ne andato facendo subito perdere le tracce, il che vuol dire che la missione di morte è stata preparata in tutti i dettagli. Non bisogna dimenticare che l’omicidio arriva a due anni da quello mancato, quindi si è aspettato con calma per arrivare al risultato definitivo. Questo tipo di atteggiamento è tipico del mondo mafioso, che ha la pazienza di aspettare con calma per compiere la propria vendetta. Si potrà anche approfondire le indagini di Antonio Morabito, quando si trovava a Messina, se nella città dello stretto aveva delle amicizie molto pericolose e che possono essere i retaggi di questo delitto. Sono state due le persone aver assistito al delitto ed i due non hanno potuto fornire particolari interessanti, dichiarando che non hanno visto in volto l’omicida, coperto da una specie di berretto passamontagna. Intanto si aspettano i risultati dell’autopsia, che sarà eseguita dal medico legale Cataldo Raffino. Ieri sera, intorno alle 18, nella sala del consiglio comunale di Barrafranca, su iniziativa del prefetto, Fernando Guida, si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza “per far sentire la presenza dello Stato” e per cercare di adottare delle misure che possano tranquillizzare la collettività barrese che è rimasta molto scossa da questa omicidio.