Tentò di sgozzare la moglie. Respinto ricorso in Cassazione sul rumeno Negrut

cassazioneLa Corte di cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato Michele Caruso per conto del rumeno Aurel Negrut, 44 anni, che il 23 marzo del 2010 cercò di uccidere la moglie Carmen, in una strada di campagna di Enna bassa, perché aveva deciso di lasciarlo e tornare in Romania e poi con dei pezzi di vetro cercò di uccidersi  colpendosi più volte al ventre. Respinto il ricorso in Cassazione, la sentenza nei confronti di Aurel Negrut diventa esecutiva per cui dovrà scontare la condanna ad otto anni e 4 mesi di reclusione, inflitta dai giudici della Corte di appello di Caltanissetta. L’avvocato aveva chiesto di annullare la condanna, anche perché la donna lo aveva perdonato, lo ha difeso dalle accuse e quello che è di più si erano riappacificati quasi subito, invece la conferma sta a significare che la sentenza passa in giudicato. La Corte nissena aveva concesso a Negrut  le attenuanti generiche, che aveva portato una riduzione della pena, prevista intorno ai dieci anni, pena inflitta in primo grado dal  Gup Elisabetta Mazza. Aurel Negrut, che ha già scontato quattro anni esatti, con l’indulto e la buona condotta in carcere tra qualche mese potrebbe lasciare il carcere, ma la sua condanna rimane per tentato omicidio, aggravato dovuto anche al fatto che la vittima è la moglie. In questo tentato omicidio è stata esclusa la premeditazione perchè è stato fatto tutto in un momento di grande tensione psicologica, tanto è vero che Aurel Negrut ha tentato di uccidersi con lo stesso vetro con cui aveva ferito la moglie ed il suo difensore ha dimostrato che non c’era la volontà di ucciderla, ma soltanto punirla violentemente perché lo voleva lasciare e ritornare in Romania. Nonostante l’evidenza dei fatti, in sostanza, secondo il legale non c’era alcuna prova per sostenere che Negrut avesse la chiara e lucida intenzione di uccidere la moglie.