Mafia, sequestrato tesoro di Pecorino, beni per 1 milione di euro
Enna-Provincia - 19/12/2023
I carabinieri del Comando Provinciale di Enna hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni emesso, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale nisseno nei confronti di Giuseppe Pecorino, condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione denominata “Fiume Vecchio”. Si tratta di una inchiesta condotta nel 2011 e che portò all’arresto dell’uiomo e di numerosi esponenti delle locali famiglie mafiose di cosa nostra.
Cosa è stato sequestrato
Sotto sequestro sono finiti un complesso aziendale operante nel settore agricolo, alcuni fabbricati nel comune di Agira, un appartamento con relative pertinenze a Catania, tre veicoli, le quote di altri immobili siti sempre ad Agira, nonché un conto corrente bancario, il tutto per un valore stimato di circa un milione di euro.
Il profilo di Pecorino
Nel provvedimento si riconosce l’attuale pericolosità sociale di Pecorino, indicato dai magistrati della Dda di Caltanissetta come persona appartenente a Cosa Nostra sin dagli anni Ottanta e già vicino al capo mandamento Giuseppe Madonia.
I collaboratori e le estorsioni
Il profilo soggettivo di Pecorino si è evidenziato sulla scorta tanto di dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia dell’area ennese che lo hanno indicato quale responsabile per le attività estorsive nelle zone di Dittaino, Catenanuova e Leonforte, quanto di attività indagini tecniche svolte da Carabinieri di Enna. Proprio dette risultanze investigative ne hanno comportato, come già in precedenza accennato, la condanna definitiva, alla pena di quattro anni e otto mesi reclusione.
La sproporzione tra reddito e beni
Quanto al profilo oggettivo gli accertamenti patrimoniali hanno consentito di accertare la sussistenza di una sproporzione del patrimonio riconducibile al predetto ed al suo nucleo familiare rispetto ai redditi dimostrabili.