Bilancio partecipato, Messina: “Voto su Luminaria regolare, attacchi strumentali e parziali”

 Il progetto Luminaria – Cultura e visioni d’estate”, promosso dalla Cooperativa Bottega culturale, è risultato il più votato tra quelli che concorrevano al Bilancio partecipato 2025 del Comune di Enna ma il risultato è finito al centro di contestazioni sollevate in Consiglio comunale dai consiglieri Marco Greco (Pd) e Francesco Di Venti (Mpa), che hanno messo in discussione le modalità di voto e di spoglio.

La ricostruzione

Secondo Messina, le ricostruzioni circolate nei giorni successivi alla proclamazione del progetto vincitore sarebbero «parziali, fuorvianti e strumentali», al punto da rischiare di «compromettere inutilmente il clima di fiducia» attorno a uno strumento di democrazia partecipativa che, a suo avviso, dovrebbe restare al riparo da letture politiche. Il presidente della Bottega culturale ha parlato apertamente di «illazioni» e ha rivendicato la correttezza dell’intero procedimento, sostenendo che «l’unico elemento determinante è stato il voto libero dei cittadini, senza interferenze politiche o pressioni esterne».

Il verbale

Nel merito delle contestazioni, la cooperativa richiama il verbale ufficiale dello spoglio redatto dal gruppo di lavoro del Comune di Enna, dal quale emergerebbe che tutte le operazioni si sono svolte nel rispetto dei criteri di trasparenza e imparzialità. In particolare, sarebbero state considerate valide tutte le schede in cui la volontà dell’elettore risultava chiaramente espressa, anche in presenza di errori formali, mentre sarebbero state escluse quelle duplicate o prive degli elementi obbligatori. Quanto alla mancata possibilità per un consigliere comunale di assistere allo spoglio, Messina ha sottolineato che la scelta sarebbe stata assunta «a tutela della neutralità amministrativa», per evitare qualsiasi forma di condizionamento.

Il progetto

Il progetto “Luminaria” prevede la restituzione alla città del giardino, del cortile e della galleria del Convento dei Cappuccini, con la creazione di un cinema all’aperto e un programma di attività culturali ed eventi estivi. Un’iniziativa che, secondo il presidente dell’associazione, ha raccolto consensi perché capace di proporre «un’idea di città aperta, partecipata e attenta ai propri luoghi».

Le polemiche hanno avuto inizio dopo la lettera di una lettrice che ha sollevato dubbi sulla modalità delle sottoscrizione dei progetti in spazi pubblici come al Museo delle Confraternite. Su questo punto, la Bottega culturale replica ricordando come quasi tutte le associazioni partecipanti abbiano promosso le proprie proposte attraverso banchetti informativi e momenti pubblici in diversi luoghi della città, sia comunali sia gestiti da soggetti privati, in un contesto che Messina definisce «diffuso e condiviso».

Messina respinge gli attacchi

Il presidente ha inoltre respinto ogni insinuazione relativa al ruolo dei giovani impegnati nel Servizio civile universale, precisando che eventuali collaborazioni con la cooperativa avvengono al di fuori dell’orario di servizio, sono regolarmente retribuite e nettamente separate dalle attività svolte per conto del Comune. «Operiamo da sempre nel pieno rispetto delle regole, con trasparenza e correttezza», ha ribadito, definendo «gravi» i tentativi di mettere in discussione la credibilità dell’associazione.

Messina ha infine ricordato che il Bilancio partecipato non assegna automaticamente risorse economiche ai soggetti proponenti, ma individua un’idea progettuale che potrà essere realizzata direttamente dal Comune o affidata successivamente. La vittoria di “Luminaria”, ha concluso, rappresenta quindi «il consenso su una visione», mentre il confronto politico dovrebbe tornare «sul merito dei progetti e sul valore collettivo di uno strumento che appartiene all’intera comunità».