Scontro sulle indennità, Pd: “Gravano sul Bilancio”, sindaco: “Falso, tutto secondo la legge”

L’incremento degli stipendi, che sotto l’aspetto burocratico vengono definite indennità, per gli amministratori di Piazza Armerina ha provocato l’ennesimo scontro tra il Pd ed il sindaco.

Arena (Pd): “Indennità a carico del Bilancio comunale”

“Giocare con le parole parlando di “adeguamenti” invece che di “aumenti” non fa altro che continuare a mancare di rispetto i cittadini” attacca Andrea Arena, esponente del Partito democratico, per cui, esibendo una documentazione, afferma che, in merito all’indennità del sindaco “35.000 euro dei 53.000 provengono dal bilancio comunale” mentre solo una minima parte arriva dal contributo regionale.

“Così si prendono in giro i cittadini”

Inoltre, “le amministrazioni passate si tagliavano le indennità, altro che aumenti, e destinavano quelle risorse ai quartieri e ai servizi. Noi non siamo scemi. E prendere in giro i cittadini usando parole ambigue per mascherare la realtà è semplicemente offensivo. Il resto è solo propaganda”.

Cammarata: “Adeguamento alla norma nazionale”

Non è tardato l’intervento del sindaco, Nino Cammarata, per cui  “parlare di presunti “aumenti” delle indennità degli amministratori è falso, scorretto e deliberatamente strumentale”.

Il primo cittadino rispolvera la questione normativa (indicata nell’articolo su ViviEnna) parlando di adeguamento alla legge nazionale dal 2023”, inoltre “gli atti deliberati entro il 31.12 di ogni anno fanno riferimento al contributo regionale previsto. Quest’anno è avvenuto a fine anno solo perché vi è stata l’approvazione del bilancio 2025 prima di Natale”

“Mai prese altre indennità, a differenza del Pd”

Il sindaco rivendica “che la sua amministrazione non ha mai percepito la tredicesima” e che “pur ricoprendo il ruolo di Presidente dell’ATI, non ha mai ricevuto alcuna indennità aggiuntiva, nonostante le enormi responsabilità, a differenza di quanto avviene in altri contesti, anche a guida PD”.

“L’indennità del Sindaco è di circa 3.000 euro mensili dal 2023, valore sul quale vengono parametrate esclusivamente quelle degli assessori, del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio comunale, come previsto dalla legge” assicura Cammarata.