La chiesa della Madonna del Carmelo e l’identità di Regalbuto: la lettera di un cittadino
Regalbuto - 12/01/2026
Un cittadino di Regalbuto ha scritto alla redazione di ViviEnna per condividere le proprie emozioni in occasione della riapertura della Chiesa della Madonna del Carmelo di Regalbuto chiusa al pubblico per quasi sessant’anni. Nella lettera, il cittadino racconta di aver varcato di nuovo la soglia del luogo sacro con forte commozione: “Per me, come per pochi altri che ancora ricordano, è stato un viaggio nel tempo: l’ultima volta ero un chierichetto e servivo messa a Don Pepè, un prete ‘doc’, di quelli che parlavano al cuore della gente con la semplicità della fede”.
Il valore della chiesa
L’autore sottolinea la bellezza e il valore storico della chiesa: “Rivederla aperta al pubblico è stato come ritrovare un gioiello di famiglia che credevamo perduto. La Chiesa del Carmelo è forse il pezzo più pregiato del mosaico di Regalbuto: la sua pianta ottagonale, il tetto unico in Sicilia, quella povertà dignitosa del pavimento che contrasta ferocemente con lo splendore del lampadario centrale”. La lettera ricorda anche le pagine più drammatiche della storia della chiesa, dal vandalismo subito fino agli eventi del 1848, quando durante una funzione si verificò una delle stragi più violente della storia locale.
Il messaggio
Il cittadino invita infine a guardare oltre la singola riapertura, valorizzando l’intero patrimonio storico e artistico di Regalbuto: “La riapertura del Carmelo deve essere un segnale: la bellezza è ‘tra le nostre mani’, ma per salvarla dobbiamo imparare a ‘guardarla con occhi nuovi’”. Secondo l’autore, la tutela dei monumenti, dei vicoli storici e dei luoghi simbolo del paese non è solo compito della politica, ma una responsabilità collettiva: “Dobbiamo smettere di considerare questi monumenti come vecchi edifici polverosi e iniziare a vederli come i pilastri della nostra identità e del nostro possibile rilancio turistico e culturale”.
La lettera si chiude con un appello alla comunità: “Non lasciamo che passino altri sessant’anni prima di accorgerci di quanto siamo ricchi. Riscopriamo Regalbuto, facciamolo per noi stessi e per chi verrà dopo di noi”.