Processo a Gisana, giudice ammette solo Messina come parte civile, escluse le altre richieste
Enna-Cronaca - 28/01/2026
Il giudice del Tribunale di Enna Eugenia Maria Floresta, al termine dell’udienza predibattimentale tenutasi al palazzo di giustizia, ha deciso di ammettere Antonio Messina come unica parte civile nel processo contro il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, e del vicario, Vincenzo Murgano, per falsa testimonianza. Nell’ordinanza, il giudice ha escluso le richieste presentate dai genitori di Messina e dalle associazioni Cotulevi e Rete l’Abuso, mentre l’Avvocatura dello Stato ha ritenuto non doversi costituire parte civile.
I difensori di Gisana e Murgano
Il processo, su richiesta della difesa degli imputati – gli avvocati Gabriele Cantaro e Pierfrancesco Bruno per il vescovo e gli avvocati Paolo Di Natale e Francesco Petralia per monsignor Murgano – si celebrerà con il rito abbreviato e la prossima udienza è stata fissata al 12 marzo.
L’avvocato Cantaro: “Accolte le nostre eccezioni”
“Il giudice ha accolto le nostre eccezioni: la prima riguardante l’omessa citazione del ministero della Giustizia, l’altra, che si è concretizzata nell’udienza di oggi, con l’esclusione di 4 delle 5 richieste di costituzione di parte civile” riferisce a ViviEnna l’avvocato Gabriele Cantaro.
L’avvocato di Messina
La difesa di Messina, rappresentata dall’avvocato Eleanna Parasiliti Molica, fa sapere che il giudice ha ammesso la produzione documentale che comprende la sentenza di Appello, culminata con la condanna di Giuseppe Rugolo a 3 anni di reclusione per violenza sessuale su minori, ed il ricorso in Cassazione presentato dalla Procura generale.
La vicenda
Il processo è scaturito dopo la querela di Antonio Messina a seguito delle testimonianze rese dei due imputati nel corso del processo di primo grado contro don Giuseppe Rugolo.