Referendum sulla giustizia, costituito il Comitato del No a Troina

Si è costituito a Troina il comitato per il No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Ne fanno parte: Martina Amata, Luigi Amata, Alfio Calabrese, Valentina Carrubba, Marisa Carrubba, Patrizia Carrubba, Maurizio Castano, Gaetano Monastra, Delia Palmigiano, Sebastiano Pruiti, Martina Scorciapino e Luigi Sotera.  Il comitato ha diffuso in paese il suo documento con cui spiega le ragioni per le quali chiede agli elettori di vorare No alla legge costituzionale del governo Meloni “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Per il comitato, questa legge “è un pesante attacco alla Costituzione Repubblicana, nata dalla Resistenza contro il fascismo”.  La Costituzione Repubblicana, così come è stata pensata e scritta dai padri costituenti nel 1947, si fonda sull’equilibrio dei tre poteri: legislativo, che risiede nel Parlamento (Camera e Senato) che fa le leggi; esecutivo che è il Governo che le applica; la Magistratura, che ne garantisce il rispetto.

Le ragioni del NO

Ciascuno di questi tre poteri svolge le sue funzioni in maniera autonoma ed indipendente. Per il comitato, con la legge costituzionale sottoposta a referendum confermativa, “si modifica l’equilibrio dei tre poteri a tutto vantaggio del potere esecutivo”. La legge costituzionale separa la carriera di giudice da quella di pubblico ministero. Ma, secondo il comitato, il vero obiettivo è quello di “ridurre l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e metterla sotto controllo del governo”. Al comitato non è piaciuto che, nelle quattro sedute di Senato e Camera per approvare le legge costituzionale del governo Meloni, non ci sia stata un vera discussione. La legge è stata approvata così come il governo l’aveva presentata. Al comitato non piace neppure la scomposizione del Consiglio Superiore della magistratura in tre tronconi: un Consiglio Superiore dei giudici, un Consiglio Superiore dei pubblici ministri e un’Alta Corte disciplinare. I comitato critica anche il sistema del sorteggio previsto dalla legge sottoposta a referendum confermativo per eleggere i componenti di questi tre organismi.

Le parole di Carrubba

Per Valentina Carrubba, “Votare no al referendum è una questione di difesa della democrazia e della nostra Costituzione. La politica non deve controllare la giustizia. La giustizia deve continuare ad essere autonoma e indipendente”. Delia Palmigiano ritiene “il referendum uno snodo cruciale per la democrazia italiana e per l’equilibrio tra i poteri come configurato nella Costituzione Repubblicana antifascista. La legge costituzionale di riforma della magistratura fa parte di un piano di riforma complessiva dei poteri dello Sato, che punta ad indebolire la magistratura e a subordinarla al potere esecutivo”.