Lavoro, acqua e servizi, la Uil fissa le priorità per scongiurare la fuga dall’Ennese

Enna e Caltanissetta restano al centro di una crisi strutturale che intreccia spopolamento, carenze infrastrutturali e emergenze ambientali, in un quadro sempre più complesso per le aree interne della Sicilia.

L’assemblea

È quanto emerso nel corso dell’assemblea congressuale della Uil dei due territori, momento di confronto sulle principali criticità che investono il cuore dell’isola. Al centro del dibattito, la progressiva perdita di popolazione, legata soprattutto alla mancanza di opportunità lavorative e alla fuga dei giovani verso altre regioni o all’estero.

Le emergenze

Una dinamica che, secondo il sindacato, rischia di compromettere definitivamente il tessuto sociale ed economico locale.  A pesare è anche la storica carenza di infrastrutture, che continua a isolare intere comunità e a rallentare ogni possibilità di sviluppo.  Collegamenti insufficienti e servizi inadeguati rendono difficile attrarre investimenti e frenano la crescita del territorio.

A questo si aggiunge la crisi idrica, che sta mettendo in seria difficoltà famiglie e imprese, senza che si registrino interventi strutturali risolutivi. Una situazione che aggrava ulteriormente le condizioni di vita nelle due province.

Occupazione e rischio idrogeologico

Nel corso dell’assemblea è stata ribadita la necessità di un cambio di passo immediato.  Il sindacato chiede investimenti concreti, manutenzione del territorio e potenziamento dei servizi essenziali. Fondamentale, inoltre, l’attivazione di politiche capaci di offrire reali prospettive occupazionali ai giovani. Le recenti notizie sulla frana di Niscemi hanno riacceso i riflettori sulla fragilità del territorio.

Un episodio che conferma l’urgenza di interventi in materia di sicurezza idrogeologica e prevenzione. Secondo la Uil, le emergenze in atto non possono più essere affrontate in modo frammentario. Serve una strategia organica che metta al centro lo sviluppo delle aree interne.

Il rischio, altrimenti, è quello di un progressivo abbandono di intere zone dell’isola. Un fenomeno che avrebbe conseguenze difficilmente reversibili. Nel dibattito è stata sottolineata anche la necessità di tempi certi per gli interventi. Le comunità locali chiedono risposte rapide e misure efficaci. Non basta più, è stato evidenziato, una programmazione sulla carta.Il sindacato ha ribadito l’impegno a portare queste istanze nelle sedi istituzionali.