Liste d’attesa in Sicilia e a Enna: salute a rischio e famiglie costrette a indebitarsi
Enna-Cronaca - 05/03/2026
In Sicilia curarsi costa sempre più caro, non solo in termini economici ma anche di tempo. Secondo Facile.it, che cita i dati della Fondazione Gimbe, oltre 1 milione di siciliani ha rinunciato nel 2025 ad almeno una prestazione sanitaria per motivi di tempi troppo lunghi o costi elevati.
I costi per le famiglie
L’85% dei pazienti che non hanno potuto aspettare si è rivolto alla sanità privata, con una spesa media di circa 325 euro a prestazione. Ma non è tutto: il 3% dei siciliani ha dovuto fare ricorso a prestiti, finanziarie o chiedere aiuto a parenti e amici per sostenere le spese sanitarie, un dato che racconta quanto il problema pesi concretamente sulle tasche delle famiglie.
La testimonianza ennese
Questa fotografia regionale si riflette anche nella provincia di Enna. Come ha raccontato nelle settimane scorse a ViviEnna Rosa Rovetto, fondatrice del Comitato Pro Chiello, le lunghe liste d’attesa l’hanno costretta a rivolgersi a una clinica privata per effettuare un esame diagnostico. La testimonianza rende tangibile quello che i dati regionali indicano: la lentezza delle prestazioni pubbliche produce effetti concreti e drammatici sulla vita delle persone.
Famiglie costrette a scelte difficili
Quando le prestazioni pubbliche non arrivano nei tempi previsti, i cittadini devono scegliere tra pagare privatamente o rinunciare alle cure. Alcuni ricorrono a prestiti, finanziarie o chiedono soldi a parenti e amici (3% dei casi in Sicilia secondo i dati di Facile.it) altri, la maggioranza, rinunciano semplicemente all’esame o alla visita, con conseguenze sanitarie che possono diventare gravi. La situazione non è solo teorica: è il quotidiano vissuto dai cittadini di Enna, che si trovano a fare i conti con spese impreviste e rinunce forzate.
Gli strumenti dell’ASP di Enna
Per mitigare il problema, l’ASP di Enna ha definito strumenti di tutela per i cittadini:
Diritto all’Intramoenia: se i tempi massimi di attesa sono superati, l’utente può richiedere la prestazione in libera professione pagando solo il ticket (o nulla se esente).
Obbligo di disdetta: l’appuntamento deve essere annullato almeno 48 ore prima, anche per gli esenti, per evitare sanzioni pecuniarie.
Le prestazioni seguono le classi di priorità nazionali, con tempi medi indicativi:
Urgente (U): entro 72 ore
Breve (B): entro 10 giorni
Differibile (D): entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami diagnostici
Programmato (P): entro 120 giorni
Nonostante queste regole, nella pratica i tempi superano spesso i limiti previsti, costringendo i cittadini ennesi a rivolgersi al privato, a indebitarsi o a rinunciare alle cure.
La chiave siciliana: un problema regionale con ricadute locali
I dati regionali confermano che la questione riguarda tutta la Sicilia, mentre la testimonianza di Rosa Rovetto rende evidente il peso locale del fenomeno. In provincia di Enna, quello che è un dato statistico diventa un dramma quotidiano: famiglie costrette a prestiti o rinunce, cittadini esposti a rischi sanitari, un sistema pubblico che fatica a garantire i tempi di legge.