Terzo mandato, Draià e Greco alla Regione: “Non siamo attaccati alla poltrona”

Anche dall’Ennese arriva il sostegno alla battaglia dei sindaci siciliani sul terzo mandato. I primi cittadini dei comuni sotto i 15 mila abitanti hanno inviato una lettera aperta al presidente della Regione, al presidente dell’Assemblea regionale siciliana e a tutti i deputati dell’Ars chiedendo di allineare la normativa dell’Isola a quella nazionale.

Nel resto d’Italia, infatti, i sindaci dei piccoli comuni possono già candidarsi per un terzo mandato, lasciando la decisione finale agli elettori. Una possibilità che i primi cittadini siciliani chiedono venga riconosciuta anche nell’Isola.

“Non siamo attaccati alla poltrona”

Nel documento i sindaci rispondono anche alle critiche emerse nel dibattito politico. “In alcune dichiarazioni pubbliche si è arrivati a sostenere che i sindaci chiedano questa modifica solo per ‘restare attaccati alla poltrona’”, scrivono. “È una rappresentazione che riteniamo ingenerosa, ingiusta e lontana dalla realtà”.

I primi cittadini rivendicano invece il ruolo delle amministrazioni locali. “I sindaci sono il primo presidio dello Stato nei territori: amministrano comunità spesso con risorse limitate e responsabilità enormi, affrontando ogni giorno i problemi concreti dei cittadini”.

Il nodo della disparità

La richiesta rivolta alla politica regionale è netta: “La domanda che poniamo è molto semplice: la Sicilia deve allinearsi alla normativa nazionale oppure no?”.

Secondo i sindaci, una normativa diversa rischierebbe di creare una disparità tra cittadini italiani. “Per quale motivo, allora, i cittadini siciliani dovrebbero essere privati di questa stessa possibilità in vista delle elezioni?”. Una scelta diversa, aggiungono, “rischierebbe inevitabilmente di aprire la strada a contenziosi e ricorsi”.

Lo scontro all’Ars

Il tema resta al centro dello scontro politico a Palazzo dei Normanni. La norma sul terzo mandato era stata affondata in aula durante l’esame della riforma degli enti locali, ma il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, su input dei sindaci interessati, ha deciso di riportarla in Parlamento. Gli esiti restano però incerti: pesa il possibile voto segreto e dunque il rischio dei franchi tiratori, mentre l’opposizione al governo Renato Schifani ha già espresso la propria contrarietà.

Anche dall’Ennese sindaci pronti alla sfida

Nel frattempo alcuni primi cittadini hanno già fatto sapere che potrebbero candidarsi comunque, forti di una recente pronuncia della Corte costituzionale. Una scelta che aprirebbe inevitabilmente una stagione di ricorsi.

Tra i sindaci pronti a sfidare il divieto c’è anche Maria Greco, sindaca di Agira, mentre nel fronte dei primi cittadini mobilitati figura anche Francesca Draià, sindaca di Valguarnera. Un segnale che la battaglia sul terzo mandato coinvolge direttamente anche il territorio ennese.