Gestione dell’acqua, l’attacco ai partiti di Indipendenza per il “regalo” ai privati
Enna-Cronaca - 15/03/2026
La gestione del servizio idrico si conferma uno dei temi centrali della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Enna. A riportarlo in primo piano è stato il comunicato dei vertici regionali siciliani del movimento Indipendenza, che ha collegato esplicitamente i disservizi cronici della rete idrica provinciale alle scelte politiche delle amministrazioni locali e regionali degli ultimi anni.
Il documento, firmato dal movimento fondato dall’ex ministro Gianni Alemanno, chiama in causa i partiti di governo e di opposizione, accusandoli di affrontare la questione idrica soltanto in prossimità delle scadenze elettorali, senza interventi strutturali sulla rete. Una critica che si inserisce in un clima di crescente tensione attorno al tema, alimentata da mesi di disservizi e da un contenzioso legale ancora aperto.
L’attacco politico
“Nei vari Comuni ed a livello Regionale, stiamo assistendo – si legge nella nota – ad un sistema che tenta arroccarsi sempre di più cercando un vergognoso riciclaggio di sigle e personaggi che hanno contribuito alla svendita delle risorse idriche ai privati, con la conseguente speculazione che ha portato all’aumento vertiginoso delle bollette, ma anche dei disagi che hanno duramente colpito tanto i cittadini comuni, quando il settore del turismo e dell’agricoltura che potrebbe non sopravvivere alla prossima stagione”
I disservizi e la class action
La situazione della rete idrica nell’Ennese è al centro di una vertenza legale avviata a gennaio 2026, quando il Comitato Senza Acqua Enna ha depositato una class action contro il gestore AcquaEnna per i disservizi prolungati. L’iniziativa giudiziaria segue mesi di interruzioni ricorrenti che hanno interessato diversi comuni della provincia, tra cui Enna Alta, Agira, Gagliano Castelferrato e Barrafranca, dove a inizio marzo si sono registrate sospensioni dell’erogazione protratte fino a quarantotto ore consecutive.
Alla base dei disservizi, secondo i tecnici, lo stato delle condotte gestite da SiciliAcque e AcquaEnna: una rete che accumula perdite ingenti lungo il percorso e che richiede interventi di manutenzione urgente con frequenza superiore alla media regionale. Sul fronte della qualità, la Procura di Enna ha ricevuto nei mesi scorsi diversi esposti da parte di cittadini e comitati, relativi sia all’irregolarità dell’erogazione sia a episodi di torbidità e contaminazione dell’acqua distribuita.
A febbraio 2026 il Prefetto di Enna ha convocato un tavolo tecnico per esaminare le criticità del servizio e aprire un confronto tra le istanze dei comitati cittadini e le posizioni dei gestori. Il tavolo è ancora in corso.
Il nodo tariffario e la riforma regionale
Parallelamente ai disservizi, il tema delle tariffe rimane uno dei punti più sensibili del dibattito. Il costo dell’acqua nella provincia di Enna è tra i più elevati in Sicilia, una condizione che i comitati locali definiscono insostenibile per molte famiglie. L’Ambito Territoriale Integrato di Enna ha operato nell’ultimo anno una riduzione parziale dei canoni, ma il meccanismo strutturale che determina i costi rimane invariato: il piano d’ambito vigente prevede che il 31 per cento degli investimenti sulla rete venga finanziato attraverso le tariffe degli utenti.
È su questo punto che si concentra parte del dibattito politico in vista del voto. La Regione Siciliana ha avviato un percorso di riforma del sistema idrico regionale con l’obiettivo di omogeneizzare i costi tra le diverse province ed eliminare le disparità tariffarie più marcate. I tempi e i contenuti della riforma sono però ancora in discussione, e la sua applicazione concreta resta incerta.
La campagna elettorale e le posizioni in campo
In questo quadro si inserisce la presa di posizione di Indipendenza, che ha scelto la questione idrica come uno dei temi portanti del proprio posizionamento in vista delle comunali. Il comunicato regionale del movimento imputa la responsabilità della situazione alla gestione privata del servizio e alle scelte delle amministrazioni precedenti, chiedendo un cambio di rotta che passi per una maggiore presenza pubblica nella governance dell’acqua.
La questione della titolarità pubblica o privata del servizio idrico è un tema che attraversa trasversalmente il dibattito politico italiano da oltre un decennio, con posizioni articolate all’interno di tutti gli schieramenti. Ad Enna, dove la mobilitazione dei comitati cittadini ha raggiunto livelli di organizzazione inusuali per un capoluogo di provincia — dalla raccolta di firme alla class action, fino agli esposti in Procura — il tema ha una concretezza quotidiana che lo rende difficilmente eludibile per chiunque aspiri a governare la città.
Nei prossimi mesi, con l’avvicinarsi della stagione estiva che storicamente aggrava le criticità della rete, la questione idrica è destinata a restare al centro del confronto tra i candidati. La riforma regionale in corso, il tavolo prefettizio ancora aperto e la class action pendente in tribunale rappresentano i tre fronti su cui si misurerà la capacità delle forze politiche di tradurre le posizioni di campagna in proposte concrete di governo.