Il sindaco di Enna porta il Pisciotto in Procura: “Basta con i ritardi inaccettabili”
Enna-Cronaca - 01/04/2026
Ci sono silenzi che pesano quanto macigni. E quello che grava sulla contrada Pisciotto da oltre cinque mesi sta diventando insostenibile, almeno per il sindaco di Enna Maurizio Dipietro, che ha deciso di rompere ogni indugio: dopo le festività pasquali, si presenterà personalmente alla Procura della Repubblica di Enna per portare all’attenzione della magistratura uno stallo che definire imbarazzante sarebbe un eufemismo.
La vicenda del Pisciotto
La vicenda è presto detta. Il 16 ottobre del 2025 viene formalmente consegnato il cantiere alla ditta aggiudicataria. Un’opera da oltre 4 milioni di euro, finanziamento ottenuto con grande impegno dall’amministrazione comunale, destinata a risolvere una delle emergenze croniche della città bassa: allagamenti, frane, fango sulle carreggiate a ogni pioggia. Sistemazione idraulica, consolidamento del versante, rifacimento fognario in Via Ottavio Catalano. Interventi attesi, urgenti, vitali.
Sono passati 170 giorni. Il cantiere è fermo
Nessun avanzamento significativo, nonostante i ripetuti solleciti degli uffici comunali. Nessuna risposta concreta da parte della ditta appaltatrice, tanto da spingere l’amministrazione a inviare una diffida ufficiale al Dipartimento Regionale della Protezione Civile. Nel frattempo, l’area continua a degradarsi: ogni evento piovoso trasforma le strade verso Enna Bassa in un percorso a ostacoli di detriti e fango, con rischi reali per automobilisti e residenti.
Dipietro: inerzia ingiustificabile
«L’inerzia è ingiustificata e ingiustificabile», taglia corto il sindaco Dipietro, che non nasconde la frustrazione per una situazione che rischia di vanificare anni di lavoro amministrativo e un finanziamento pubblico prezioso. La decisione di rivolgersi alla magistratura, già preannunciata a tutti gli attori coinvolti, arriva come atto dovuto verso una città che attende risposte.
Il Pisciotto, da zona da risanare, rischia di diventare il simbolo di un’incompiuta. Il sindaco vuole evitarlo a tutti i costi. E stavolta, a muoversi sarà la Procura